mercoledì, novembre 26, 2008

In difesa del mestiere del traduttore

"We're driving to another town
We're never gonna make sound check
So I can't even take a shit
No showers, shaving, or coffee
I can't f**kin' brush my teeth
"Cmon we're already late man, let's go"
Hurry up and wait
Wait
Hurry up and wait..."

Lagwagon, "Hurry Up and Wait"



In attesa degli (eventuali) sviluppi futuri, mi considero una traduttrice a tutti gli effetti, definizione in effetti giustificata non solo dai miei recenti studi, ma anche e soprattutto dalle ore che passo di fronte allo schermo del pc fra dizionari online e query forms e della passione con cui mi dedico alla versione interlinguistica.
Ora, fare il traduttore ha sicuramente molti pregi, soprattutto se si è tanto fortunati da esercitare la professione in un ambito di proprio gradimento. Ci sono però anche alcuni grossi svantaggi: sorvolando sulle tariffe, che non saranno mai lontanamente "ideali", sulla tempistica (come mi suggerisce Laura, "quando chiederai per quand'è la traduzione ti diranno sempre che è per ieri") su un flusso di lavoro assolutamente aleatorio e incontrollabile e sull'ormai leggendaria "invisibilità del traduttore", volevo spendere un paio di parole sulla percezione che "il resto del mondo" ha di questo star-crossed job. Che ci crediate o meno, lavorare da casa propria e potersi gestire gli orari di lavoro (nei limiti, ovviamente) NON vuol dire "NON AVERE UN CAZZO DA FARE" (cito parole altrui, chiaramente). Vuol dire spararsi maratone di quindici ore filate quando c'è una scadenza vicina e passare il resto del tempo a chiedersi se arriveranno altri lavori o se la recessione ha inghiottito anche questo settore. Vuol dire avere sì più libertà (e ne sono felice, ovviamente), ma anche un conguaglio (per carità, non mi azzardo a chiamarlo stipendio) che, oltre a non essere nè fisso nè garantito, giungerà dopo almeno sessanta giorni. Se poi si riesce a uscire la sera o a dormire la mattina, nella maggior parte dei casi significa che 1) il lavoro non arriva (e non è auspicabile) e/o 2) si è disorganizzati come la sottoscritta e si finisce per lavorare di notte.
Idem come sopra per la traduzione dei videogiochi: solo perchè il prodotto finale rientra nell'entertainment, non significa che il processo sia da sottovalutare, ma solo che si ha avuto la fortuna di lavorare in un campo tutto sommato più appealing di tanti altri, che tuttavia ha i suoi lati negativi, in primis il fatto che raramente si tratta di testi discorsivi (quasi sempre sono celle di Excel scollegate l'una dall'altra) e soprattutto che noi poveri localizzatori i giochi NON LI VEDIAMO MAI. Se non, ovviamente, acquistandoli a nostre spese dopo l'uscita per vedere com'è stato maltrattato l'ingame su cui abbiamo perso ore di sonno. Ma essendo io ferma praticamente al SuperNintendo, quest'eventualità non si è ancora verificata.

Ciò detto, all'alba delle dueezerodue di un martedì notte pre-consegna, me ne torno al mio Buzz.

Allie

venerdì, novembre 21, 2008

Just My Imagination

Google mi ricorda gentilmente che oggi si festeggia il 110° anniversario della nascita di René Magritte. Per quanto non facciano altro che alimentare la mia già irrecuperabile tendenza al WILFing (http://en.wiktionary.org/wiki/wilf), adoro questi loghi a tema, non tanto perchè mi interessi veramente sapere che il tale o il tal altro avvenimento si sia verificato proprio in questa data, ma perchè mi permettono sempre di riscoprire personaggi ed eventi a me cari. Magritte è uno di questi, uno dei miei artisti preferiti in assoluto. Con lui il potere magnetico già insito nel surrealismo (che piaccia o meno, calamita comunque l'attenzione) ha raggiunto un apice di sensibilità visivo-logica che dà senso al nonsense e concretezza all'astrazione, permettendo a chiunque osservi uno dei suoi quadri sentirsi davvero in bilico sul sottile confine fra realtà e immaginazione, fra dentro e fuori, fra paesaggio naturale e (indistinguibile) riproduzione artificiale - tutti binomi che vengono costantemente sovvertiti finchè l'occhio non è più sicuro di nulla.
Vi invito a fare un salto sul sito delle Fondation Magritte (http://www.magritte.be/) o su uno dei tanti siti che offrono immagini magrittiane (needless to say, googlate "Magritte"). Nel frattempo ecco qualcuno dei miei preferito: dall'alto in basso, Les Amants, L'Empire des Lumières, Le Faux Miroir.

Allie

giovedì, novembre 20, 2008

Carv(er)ing Out Some Me-Time

I piccoli e grandi impegni abbondano sempre, almeno finchè non riprendo in mano le redini del futuro bolognese: ultimo elaborato per il master, presentazione per l'esame finale, incombenze lavorative presenti e "condizionali", visite ed esami clinici per venire a capo della simpatica orticaria lasciatami in eredità dall'America, motorino da riparare e via dicendo. Pian pianino conto di riuscire ad archiviare tutto quanto, ma nel frattempo cerco anche di allentare i ritmi, come già avevo cominciato a fare un paio di settimane fa. Ovviamente non ci si può sempre regalare una fuga "altrove", e la gillyweed che mi farebbe tanto comodo per "respirare sott'acqua" non è "ancora" stata scoperta... però a volte basta poco per trovare un appiglio e prendere una boccata d'aria. Scegliere un bell'argomento per l'ultimo elaborato (Juno!), o godersi un reading di racconti da Carver, Bukowski e la nuova scoperta Jay McInerney, che mi ripropongo di scovare al più presto in biblioteca. E poi per chiudere una canzone rilassante e intensa per ricordare (a me stessa e a chi di dovere) da che parte della luna mi trovo...



Allie

lunedì, novembre 17, 2008

Une dimanche apres-midi à la "Grande Butte"

Non vado quasi mai a fare passeggiate in collina - luogo di cui pure mi è caro "l'aroma di casa", e che da bambina visitavo regolarmente, quando ancora osservavo ogni pianta e ogni sasso sulle orme di David gnomo. Oggi invece l'aria di sfida di un inedito sole novembrino, spuntato dopo lunghi giorni grigi e piovosi, ha stanato perfino la sottoscritta, che di solito reagisce in modo contrario alle provocazioni meteorologiche. Un'oretta all'aperto, in barba all'umidità, completata poi da un tè caldo e da una compagnia altrettanto rinfrancante, prima di cimentarsi con prove lavorative. Il tutto documentato doverosamente nello spirito del ricordare i momenti positivi... Grazie di cuore a chi mi ha regalato un pomeriggio speciale...

Allie

venerdì, novembre 14, 2008

Nightreading deserves a quiet night

Ieri notte, guarda caso, mi è capitato di non riuscire a dormire. Per una volta ho deciso di impiegare in modo proficuo il "tempo extra che mi veniva concesso" e sfoltire la pila di libri che affolla il mio comodino. Non so mai bene cosa pensare dei casi letterari... non mi ritrovo nè nella massa che li legge "perchè lo fanno tutti", nè nella schiera (non necessariamente meno numerosa) che li rifiuta categoricamente proprio perchè sono "di moda", perchè penso sempre che scartandoli a priori magari potrei perdermi qualcosa di davvero valido - checchè se ne pensi, la "cultura nazional-popolare", come si discuteva di recente, non è affatto incapace di sfornare prodotti degni di nota. Certo, di critera per la scelta dei libri da leggere (così come dei film da vedere e della musica da ascoltare) ne ho anche molti altri: un consiglio di una persona cara o di qualcuno coi gusti simili ai miei, una recensione scovata per caso, ancor più spesso un'attrazione spontanea mentre passeggio in libreria. Fatto sta che mi è capitato più di una volta di dare un'occhiata al libro del momento, con risultati alterni come per ogni genere di cosa: Il Codice Da Vinci ad esempio mi è piaciuto, al di là degli espedienti "commerciali"; "Twilight" invece mi ha convinta il giusto, anche se penso che alla fine vedrò ugualmente il film (in memoria di Cedric Diggory!). Nel caso de "La Solitudine dei Numeri Primi" il giudizio è abbastanza positivo: decisamente un page-turner, tanto che me lo sono divorato tutto in una notte, non il libro dell'anno, neppure un capolavoro linguistico (non sempre la grammatica "parlata" ottiene l'effetto voluto), ma pur sempre un discreto romanzo che mi ha colpita, con una protagonista mia omonima e un Leitmotif che, per quanto cupo, riassume bene alcune situazioni che ho toccato con mano: la distanza, l'inquietudine, un dottorato lontano... Non credo che comprerò mai questo libro, nonostante il titolo evocativo (i cosiddetti "numeri primi gemelli", separati da un unico numero pari, sono destinati a non incontrarsi mai pur essendo così vicini) e la bella copertina, ma prima di rendere la copia che ho letto alla lista d'attesa della biblioteca volevo copiarne un paio di frasi:

"In quel luogo sconosciuto e distante c'era il suo futuro da matematico, c'era una promessa di salvezza, uno spazio incontaminato, dove nulla era stato ancora compromesso. Qui, invece, c'era Alice, semplicemente lei, e una palude tutto intorno."

"Devi solo decidere, penso. Vai o non vai. 1 o 0, come un codice binario. Ma più provava a semplificare, più gli sembrava di ingarbugliarsi. Si sentiva un insetto in una ragnatela appiccicosa, che divincolandosi non fa che rimanerci più avviluppato."

"-Mi hanno offerto un posto all'estero - lo interruppe Mattia. -All'università. Una importante.
[...]
-Però i numeri ci sono dappertutto - disse Denis. -Sono sempre gli stessi, no?
-Sì.
-Alice invece è solo qua.
-Sì.
-Allora hai già deciso."

"Alice era seduta al tavolo della cucina. Sorseggiava del tè, pensierosa."

"-Basterebbe avere il coraggio di tornare - concluse Nadia.


Allie

martedì, novembre 11, 2008

Under the Tuscan Rain

Viaggiare fuori stagione mi è sempre piaciuto. Certo, quando poi è ferragosto e ci si scioglie nel caldo bolognese è un'altra faccenda... Però riuscire a ritagliarmi un paio di giorni in un momento pienissimo è impagabile. La pioggia ha un po' ostacolato gli spostamenti, ma i paesini medievali deserti avevano un fascino tutto loro che compensava i paesaggi offuscati dalla nebbia. Fortunatamente l'ultimo giorno un po' di sole novembrino ci ha permesso di immergerci meglio nelle colline fiorentino-senesi... Esattamente quello che mi serviva. A volte ci si dimentica di tutti i posticini meravigliosi a pochi km da casa, quando invece bastano due ore di macchina per andare a casa del Boccaccio o passeggiare nell'unica piazza di Monteriggioni, illuminata soltanto da qualche fioca luce, ma sempre estremamente suggestiva... Non mi meraviglia che la Toscana sia così nota all'estero. Il cliché è assolutamente motivato: una serie di perle architettonico-urbanistiche incastonate nella splendida cornice delle colline del Chianti e della Val d'Elsa... Davvero uno splendido getaway, un toccasana prima di questa turbolenta fine del 2008, fra gli ultimi impegni del master (ieri ho consegnato il penultimo esame... meno uno!), le scelte lavorative e gli impegni dovuti alla mia cartella clinico-dentistica da vecchietta :-p Per incasinarsi l'esistenza c'è sempre tempo, soprattutto per chi come me si scopre sempre "troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane"... invece la semplicità e il saper dire di no sono un'arte che va imparata. Missione decluttering in partenza!

Allie

lunedì, novembre 03, 2008

Time to Relax

"Ah, it's time to relax and you know what that means: a [cup of tea], your favourite easy chair and of course this compact disc playing on your home stereo. So go on, indulge yourself, that's right, kick off your shoes, put your feet up, lean back and and just enjoy the melodies. After all, music soothes even the savage beast..."

The Offspring, "Time to Relax"

The best time to relax is when you don't have time for it, dicono. Non è che questo sia il periodo più impegnat(iv)o della mia vita, ma quando il cervello e il corpo percepiscono tutto dieci volte più oneroso e problematico, quando si finisce col perdere di vista se stessi nel tentativo di star dietro a mille cose che non c'entrano nulla l'una con l'altra, allora è il momento di fermarsi un attimo. L'anno scorso più o meno in questo periodo ho deciso di tornare a casa una decina di giorni, contro ogni logica se non quella dell'istinto di autoconservazione. Poco più tardi ho deciso di prendermi una pausa ben più lunga - una pausa che ho riempito con mille cose, un master, uno stage, i lavori e lavoretti più disparati e via dicendo, oltre che le mille paranoie per decidere cosa fare del mio dottorato. Ma pur sempre una pausa necessaria e a suo modo salvifica. Ora si tratta di un break molto più limitato, ma non meno provvidenziale (nel senso un-Rhodeislander del termine :-p). Una fuga da tutto e tutti, al solo scopo di staccare la spina e passare del tempo con qualcuno a cui devo davvero tanto.
A fra qualche giorno, dunque. E guai a chi mi scuote dal mio torpore...


Allie

giovedì, ottobre 30, 2008

Hey babe, take a walk on the [bright] side...

Lo dicevo io che non riuscivo a non crederci. E infatti eccomi qua, di umore infinitamente migliore rispetto a ieri notte. Ad essere sincera non avevo nemmeno voglia di scrivere, ma per dovere di cronaca mi sembrava giusto segnalare il mio ritorno alla maggiore età (non mi azzardo a pensare di aver fatto coincidere la mia età mentale con quella anagrafica!). Giornata strana, oggi, ma nel complesso positiva (gobbi a parte). Traduzione della presentazione di Lumines Supernova, un gioco per PS3 che è sostanzialmente un Tetris revamped... e lo chiamano innovativo. Corsi e ricorsi, tsk.
Poi lo stadio. Una partita veramente orribile, con un unico guizzo rossoblu in 90 e rotti minuti... Ma guardiamo il lato positivo: non solo non ha piovuto, ma ho avuto anche l'occasione di fare due chiacchiere come si deve con una fra le poche persone che mi danno sempre speranze sul fronte delle amicizie... Discorsi continuati poi su MSN con altre due persone a me molto care che tuttavia non sento mai abbastanza. Certo, non è che tutto vada a posto in una sera, ma è comunque un inizio. Un ottimo inizio. E su questa nota più serena chiudo e baratto tastiera e monitor con una camomilla e un vecchio libro di Christopher Pike... Freips, te l'ho detto, è tutta colpa tuaaaaaaa!


Allie

mercoledì, ottobre 29, 2008

Emo Night: Teenage Angst

***AVVERTENZA: io scrivo e bloggo principalmente per me stessa. Questo è uno sfogo, sono parole in libertà che butto giù perchè so che dopo che l'avrò fatto mi sentirò più tranquilla. Writing therapy. Fatene quello che più vi aggrada.***



Chissà se mi è permesso regredire ad uno stato di insofferenza generica adolescenziale. Chissà se mi è consentito crogiolarmi in una fase di sbattimento al minimo storico e dichiarare che non ho voglia di interagire con niente e nessuno e che mi pare che tutti gli sforzi che faccio in determinate direzioni siano assolutamente tempo sprecato. Chissà se... chissene. Stasera mi sento così e basta. Domani sarà un altro giorno, un'altra pagina da scrivere e puttanate varie. Stasera però in loop ci sono i Simple Plan, e non me ne frega niente se ciò denota stasi o involuzione. Stasera ho quindici anni e il mondo intorno a me non ha alcun senso. Welcome to my life.

"Do you ever feel like breaking down?
Do you ever feel out of place?
Like somehow you just don't belong

[...]

To be on the edge of breaking down
And no one's there to save you

[...]

Do you wanna be somebody else?
Are you sick of feeling so left out?
Are you desperate to find something more?
Before your life is over
Are you stuck inside a world you hate?
Are you sick of everyone around?
With their big fake smiles and stupid lies
While deep inside you're bleeding

[...]

You might think I'm happy but I'm not gonna be okay..."


Fine dello sfogo. Doverosa segnalazione: non penso che tutto sia inutile o che la vita non meriti di essere vissuta. Anche in questi giorni ci sono stati svariati bei momenti e qualche piccolo segno di schiarita all'orizzonte che per me è sempre e comunque prezioso. Ringrazio chi me l'ha fornito e me ne vado a dormire più serena, perchè in fondo alle "puttanate varie" non riesco a non crederci.

Allie

martedì, ottobre 28, 2008

Here Comes the Rain Again

Piove. Chiaramente proprio quando devo andare in centro e quando mi si prospetta una Bologna-Juve già "impegnativa". Piove e ho un conseguente mal di testa lancinante. Ma la pioggia è sempre la pioggia, e anche se mi lamenterò e mi inzupperò, una parte di me penserà che "fa pur sempre molto Inghilterra", e si abbandonerà ai ricordi di uno splendido paese in cui non torno da tanto, troppo tempo.
One for positive thinking.

Allie

lunedì, ottobre 20, 2008

format C:

Questo è l'obiettivo dei prossimi mesi. Continuo a saltellare da una directory all'altra, nemmeno con l'agilità di un'interfaccia user-friendly, ma a scatti in stile DOS: cd transltn, cd.. , cd master, cd papers, cd.. ... fino a tornare in apparenza alla root Allie, dove tuttavia nemmeno un dir/p sortisce risultati organizzati e armonici. E' ora di riformattare, cercando di far piazza pulita di tutto ciò che non mi piace di me stessa. Certo, lo scrivo sorseggiando la mia tisana Honeybush dal mug di Tinkerbell, ma per queste cose ho una partizione segreta che salverò dalla tabula rasa... c'è spazio per le piccole cose che mi definiscono, come gli stick di burrocacao che ho messo in ordine ieri (credo di essere l'unica ad avere un perfetto arcobaleno di Labello, nonchè una sezione a parte per i "gusti" come vanilla & honey, hot fudge sundae, cannella e via dicendo...), ma naturalmente anche per quelle grandi, almeno per quelle in cui ho sempre creduto e in cui voglio continuare a credere. Con una differenza: per quanto mi sia arduo, cercherò di rendermi conto che per determinate persone e situazioni le energie che ci metto sono davvero sprecate. Non solo in termini di tempo, ma soprattutto in termini di bad vibes che infliggo a me stessa. Ovvio, piccola Don Quixote lo resterò sempre, ce l'ho nel sangue, e ho anche Piero Ottone dalla mia parte. Ma per quanto riuscirò a tenere a freno il mio senso interventismo, la presenza nel mio nuovo piccolo mondo (malato) sarà su base volontaria. La mia mano è tesa, come sempre. La scritta "gioconda" in fronte invece comincia a sbiadire.

Allie 2.0
"Why walk when you can fly?"
-Tinkerbell


venerdì, ottobre 10, 2008

Brown-less Girl

"Sha la la la la la la la la la la te da

So hard to find my way,
Now that I'm all on my own."

Van Morrison, "Brown Eyed Girl"

"Just believe in destiny,
don't care, don't be afraid...
Just follow your own way..."

Enigma, "Return to Innocence"

Un po' spaesata lo sono, certo. Ma per il momento sono convinta di aver fatto la scelta giusta. E meno male che mi hanno dato una deadline, altrimenti sarei ancora qui a rimuginarci. Sono di ritorno da un bel viaggio sulla East Coast, un viaggio dove ho rivisto la mia amata Philadelphia, passeggiato per la sempre splendida NYC... e "divorziato" da Brown. Non sono mai stata brava con le decisioni, figuriamoci con le scelte di vita. Mi ci sono arrovellata per secoli, come sa chiunque mi sia stato intorno o abbia letto questa pagina. Bene, time to get a grip of myself. Nel limbo non ci si può stare per sempre. Una decisione andava presa, e una decisione è stata presa. Con tutti i dubbi e i tentennamenti del caso, sì, perchè sul piatto c'era molto - ma da questa parte c'è altrettanto, e credo anche di più. Alcune cose sono ben definite, e già di per sè troppo importanti per rinunciarci. Altre sono ancora totalmente ignote, ma fra una tesina e l'altra dedicherò questi mesi a ritagliarmi il mio spazietto. Intanto mi accontento di sentirmi in grado di scrivere nero su bianco che ho chiuso un capitolo della mia vita che non poteva restare aperto e che adesso è il momento di guardare avanti. Dopo essermi espressa per allusioni per tanto tempo, anche e soprattutto per questioni diplomatiche, ora il primo passo verso la mia nuova-vecchia vita è ammettere apertamente la mia scelta. In questo viaggio del resto ho capito molte cose... Non che non le sapessi razionalmente, ma sentirsele nel profondo è un'altra cosa. Ho capito che Providence non era il mio posto, ma anche che l'America (almeno la mia) non è Providence. A tornare a Philadelphia ad esempio mi si è aperto il cuore. Certo, non è più la stessa cosa, non c'è più nessuno che conosco, tranne il mitico Justin (che da solo compensa molte delle assenze!), e perfino i professori con cui ero rimasta in contatto si sono trasferiti altrove. Ma la città è sempre lì, sempre incredibile... E poi anche New York ovviamente mi resta nell'anima, non così tanto perchè non ci ho mai veramente vissuto, ma è sempre un posto che sento mio, dove mi sento perfettamente a mio agio a girare anche da sola, anche di sera...
Non mi dispiacerebbe poterci passare qualche altro mese, ma si vedrà, è uno solo dei tanti progetti, e forse sarebbe meglio che smettersi di scrivere e mi concentrassi sul colloquio zolapredosesco di domani :-)
Spero di riuscire a fare un mini-travelogue di questo viaggio, magari con un po' delle (centinaia di) foto che ho scattato... Nel frattempo mi accontento di essere un minimo orgogliosa della scelta, perchè, come mi ha detto Cristina in un'e-mail che mi ha quasi commossa, "ci vuole coraggio per restare, ma ci vuole coraggio anche per andarsene"....
Grazie a lei e a tutti gli altri che mi hanno accolta e coccolata in questi giorni americani, specialmente la Medway crew!

Allie

venerdì, settembre 26, 2008

Warm & Fuzzy

Tendo sempre a scrivere quando qualcosa mi dà da pensare o, tanto per usare un eufemismo, "mi tiene sveglia la notte" :-p ... Perciò chi capita per caso su questa pagina potrebbe avere un'impressione un po' parziale di ciò che sono... Certo, in questo (lungo) periodo sono piuttosto stressata e imparanoiata a causa di un paio di piccole grandi decisioni da prendere a breve, ed è un annetto buono che ci rifletto... però resto una persona tendenzialmente ottimista, è solo che uso la scrittura come valvola di sfogo, e in tutta sincerità una volta che ho affidato i miei pensieri a penna e calamaio virtuali mi sento davvero meglio. Ma a onor del vero bisognerebbe fissare su pixel anche qualcuno dei tanti momenti belli che la vita mi offre - e me ne offre tanti, a costo di suonare retorica riconosco apertamente di essere una persona fortunata, con una famiglia e circostanze che mi hanno permesso di allargare i miei orizzonti pur avendo sempre un nido a cui fare ritorno. C'è chi magari non coglie il fatto che so benissimo che tutte queste decisioni per cui mi angoscio sempre sono scelte fra alternative ugualmente importanti... Forse qualche parola vergata in notturna non basterà a fornirne una prova, ma, to whomever this may concern, sono perfettamente cosciente di tutte le fortune e di tutti i privilegi che ho avuto e che continuo ad avere, di quelli che mi sono guadagnata ma anche e soprattutto di quelli che mi sono stati offerti. E, sotto sotto, resto sempre una persona felice della propria esistenza. Solitamente non lo dico ad alta voce, ma stasera ho passato una di quelle serate in cui ci si sente davvero bene senza che succeda assolutamente niente di particolare... e allora per una volta lo ammetto pubblicamente, in questo preciso istante mi sento proprio warm and fuzzy. A dirla tutta mi sento anche un po' Cailin, che è appunto il video con cui chiudo questo post...




Allie

giovedì, settembre 25, 2008

Friday Night Death Slot

Lunga vita a wikipedia. Uno cerca di esprimere con parole sue l'idea che alcune serie TV non abbiano ricevuto la giusta attenzione perchè proposte nella fascia oraria sbagliata (nello specifico, Tru Calling il venerdì in seconda serata) e scopre che esiste un termine (americano, ovviamente) già coniato per questo scopo. "Friday night death slot". Semplice ed efficace, come tante altre espressioni anglofone. Per maggiori informazioni (per scoprire, per esempio, che X-Files è una delle grandi eccezioni a questa pseudo-regola) vi rimando a http://en.wikipedia.org/wiki/Friday_night_death_slot , mentre io me ne torno appunto a disquisire sul destino di Tru.

Chiudo con una citazione da "Buona maestra" di Aldo Grasso (grazie Charlie!):

"Viviamo in un'epoca in cui il gesto creativo più eversivo, come per altro avevano già teorizzato i surrealisti, consiste nel mettere le virgolette a un frammento strappato da chissà dove." Chiuse virgolette. :-)

Allie

venerdì, settembre 19, 2008

Cinque fantamiliarDoni.

Dopo qualche anno di assenza fisica (ma non virtuale!), eccomi di nuovo a partecipare alla consueta asta settembrina. Nuova location (Sisco mansion in Sisco Road :-p), stessa formazione, stessi ritardatari :-) (ed essere arrivata prima di Marco e Ape mi salva dal disonore!). Una bella occasione per rivedersi (ragazzi, ce la potremmo anche fare a uscire un'altra volta prima di settembre prossimo!) e per riprendere confidenza con un campionato che finora ho un po' ignorato, a parte ciò che riguarda il Bologna (e vado fiera della ricevuta del mio posticino in Andrea Costa, che tengo nel portafoglio in attesa della tessera vera!). Certo, non è che sia mai arrivata preparata, ma quest'anno mi hanno salvata soltanto la full immersion pre-asta e l'usufrutto di SportWeek e della lista infortunati gentilmente concessi da Feffy e Sisco... grazie!!

Tutto sommato sono abbastanza soddisfatta della rosa, considerando che non sapevo praticamente niente se non altro ho evitato di crearmi un colabrodo già in partenza. :-)

In porta punto di nuovo su Doni, sperando che il suo secondo sia davvero Artur, che non era nemmeno in lista... Come backup un Sorrentino che non promette nemmeno male.

La difesa me la sono portata a casa con una spesa decisamente contenuta... non che ci siano troppi nomi di rilievo, ma grazie al diritto di riconferma ecco di nuovo Chiellini a 6 fmld, poi un Materazzi che pensavo di pagare ben più di 4, Felipe a 2 e una bella infornata di giocatori a 1: Rivalta, Paolo Cannavaro, Pieri, Antunes, Terlizzi.

A centrocampo ecco quella che su carta è stato probabilmente l'affare più vantaggioso: 3 fmld per riconfermare Doni, che l'anno scorso ha dato grandi soddisfazioni. Poi Inler (no, non l'ho comprato perchè aveva appena segnato in coppa!), Palombo, Vieira, Liverani uomo-fiducia, Cigarini semi-rivelazione della (mia) scorsa stagione, un sempreverde Aimo Diana e "la ruspa" Mudingayi, in omaggio al BFC.

Anche in attacco posso riconfermare un giocatore - dopo qualche esitazione su Pandev scelgo Di Natale. Mi porto a casa anche Pato per 75, non male dopo tutto, poi Marazzina per 15 - un altro motivo per inneggiare al conte Max! L'investimento di quest'anno però è stato Mirko Vučinić, per ben 178 fmld. Non amo investire molto su un singolo giocatore, vista la mia capacità di individuare involontariamente le sòle o i personaggi più fragili, ma stavolta ero piuttosto carica.
Chiudono la rosa il reduce Cavani e la scommessa Langella (scommessa a livello di presenza in campo...).

Niente pronostici, già sono abbastanza negata a schierare la formazione migliore ogni weekend... ma è bello essere ancora fantaallenatrice dopo dieci anni!

Allie (A.C.)

venerdì, settembre 12, 2008

"Man muss das Leben eben nehmen...

... wie das Leben eben ist."
Still, what f*cking color is my parachute?!? Chissà, forse Herman Toothrot conosce la risposta.


(Notice it's Coney Island)

Allie

giovedì, settembre 11, 2008

Il pesce cadde e si ruppe.

Stasera avevo deciso di prendermi un po' di pausa dalla traduzione con cui mi sto cimentando giorno e notte (and I mean it!). Va bene che Buzz! è sempre il mio preferito, ma dovevo vedere il mondo esterno in qualche modo. Programma della serata: uno spettacolo di prestidigitazione ("Hockety pockety hockety woe, prestidigitorius..." :-p) con musiche dai film di Fellini. Alternativo, gratuito e very homely, in un posticino alla buona ma davvero accogliente (talmente accogliente che la folla inattesa è arrivata ad accoccolarsi per terra, sulla scala e via dicendo pur di entrare). Il posto si chiama "Spazio Indue" ed è in Vicolo Broglio 1/F. Non ho idea di cos'altro organizzino, ma mi ripropongo hic et nunc di tornarci prima o poi, anche nell'ambito del proposito di "vivere di più la città" - e detto da me che quando esco faccio sempre le stesse cose è un notevole sforzo!
Dunque, mentre ero lì nella doccia a bearmi del mio nuovo bagnoschiuma Sephora Vanille Crème Brulée (grazie Lucia!), senza alcuna precisa ragione mi è venuta in mente la frase del titolo. "Il pesce cadde e si ruppe.". Sussidiario delle elementari, di terza o giù di lì... chissà perchè, mi è rimasta in testa. Si trattava di un esercizio di scrittura creativa mirato a sottolineare l'importanza del contesto: sul modello della frase presentata e del relativo svolgimento, bisognava trovare il modo di rendere verosimili altre affermazioni apparentemente assurde. La soluzione proposta del libro vedeva protagonista un soprammobile di cristallo a forma di pesce, che il solito bambino scalmanato protagonista dei libri di testo faceva inavvertitamente cadere.
Oggi che siamo "grandi" e soprattutto abbiamo visto/letto/detto/scritto/fatto tutto, un esercizio del genere può apparire intuitivo, se non addirittura scontato. Ma a otto anni faceva un certo effetto, e certo anche oggi tenerlo a mente non guasterebbe, nella scrittura come nella risoluzione dei problemi e in tante altre sfere della vita. Lateral thinking, babe.


Photo courtesy of http://www.bomboniereconfetti.com/prodotti/060_2004_mini.jpg

Allie

martedì, agosto 26, 2008

Dazed & Confused

Ci sono quei momenti in cui troppi nodi vengono al pettine tutti insieme. Questioni di vario genere, ma tutte di notevole importanza, che bussano alla tua porta all'unisono, come uno stuolo di zombies dal passo barcollante ma inesorabile. Barricarsi può andar bene per un po', ma prima o poi bisogna aprire e decidere chi è meglio spiattellare per primo. Sarebbe più semplice se tutto non fosse collegato, ma è la solita storia della coperta troppo corta, se si tira da una parte ci si scopre dall'altra. Ma poichè non si è ancora trovato un tasto reset, l'unica cosa da fare è restare in pista e cercare il fottuto bandolo della matassa. Da qualche parte dovrà pur essere. Il mio criterio non è molto diverso da quello di chiunque altro: cercare ciò che mi fa star bene e che mi rende felice. Peccato solo che abbia passato metà della mia esistenza a preparare l'apertura dei miei orizzonti e l'altra metà a cercare di venire a capo della diaspora dei mattoncini di felicitàcrescitaprogressiinteressiconoscenza conquistati con tanta fatica. Il bicchiere però è anche mezzo pieno: scegliere è difficile, ma poter scegliere è un privilegio, e la difficoltà della scelta implica che ci siano dei vantaggi da entrambe le parti. Mi torna in mente un bellissimo augurio ricevuto poche settimane fa: "Spero che tu possa scegliere sempre il maggiore di due beni e non il minore di due mali."
Il che dimostra, fra l'altro, che lo scrivere conserva sempre il suo potere terapeutico, a maggior ragione a conclusione di una una giornata decisamente no, per una serie di motivi sommatisi in un mix esplosivo, nonostante le ore passate a guardare Friends ai fini della tesina sulla traduzione dello humor.

O forse in parte anche per quello: un po' perchè "Doctor Geller" mi riporta sempre in mente uno dei miei mondi possibili preferiti, che però ultimamente si sta facendo sempre più evanescente, e un po' perchè i personaggi doppiati sono assolutamente snaturati e perchè a volte sezionare un prodotto audiovisivo per studio mina il piacere della visione. Mi sembra sempre di andare da un prestigiatore e smascherarne i trucchi, negando a me stessa la magia della finzione televisivo-cinematografica. Certo però preferisco pensarmi a fare un lavoro in un ambito che mi piace, nonostante questi effetti collaterali, piuttosto che dipingermi un futuro noioso in cui il cinema rappresenta l'unica evasione.
In tutto ciò stasera penso di aver fatto le uniche cosa sagge da fare: andare al cinema, naturalmente, e capire che la priorità assoluta era ritrovare un po' di tranquillità e passare un po' di tempo con qualcuno che riesce sempre a farmi sorridere e che soprattutto quando mi chiede come sto ascolta davvero la mia risposta. E se il film, che in sè non valeva due stelline, mi ha fatta sorridere con perle come "Se la vita ti offre dei limoni, tu manda a fanculo i limoni e parti", sono sicura che la chiacchierata in programma per domani sera sarà il migliore dei toccasana...

Allie


venerdì, agosto 22, 2008

Iceberg Radio

Giusto per staccare un po' dopo le 2000 parole totalizzate oggi, vi consiglio il sito che mi fa compagnia in queste lunghe maratone al pc. Orfana di Pandora, non più accessibile al di fuori del territorio statunitense, qualche tempo sono capitata per caso su Iceberg Radio, cercando, pensate un po', musica classica in streaming per alienarmi un po' mentre lavoravo. Iceberg è una meravigliosa web radio canadese con una miriade di canali e sottocanali per soddisfare ogni orecchio. In questo momento sto ascoltando il canale "Celtic", sottocanale "Traditional", ma potevo scegliere anche "Celtic Rock", "Female Artists", "Male Artists" o "Progressive"... ieri invece mi sentivo drama queen :-) e quindi mi sono buttata sul canale "Broadway", con una miriade di sottoopzioni (solo "Ouvertures" o solo "Finales", ad esempio...). E non è ancora nulla: il canale "Rock", fra sottocanali e sotto-sottocanali, offre ben cinquantanove opzioni diverse.
Speakers on, dunque!

http://new.icebergradio.com/

Allie

Tying Up Loose Ends

Tempo fa scrivevo nel mio status su Facebook di essere un fantasma. C'erano motivi che non sto a spiegare, e nonostante l'apparenza era una dichiarazione decisamente positiva. Ora ripenso a ciò che si dice di spettri e affini, ovvero che siano ancora in circolazione per colpa di "unfinished business", questioni irrisolte. Ricordate Casper?

"All ghosts have unfinished business. That's why they don't cross over."

Naturalmente non sto pensando a *quel* genere di crossing over, tranquilli, ma ho sempre saputo, più o meno consciamente, che uno dei miei problemi principali è l'incapacità di prendere le distanze dalle cose che mi succedono. Per chi non ce l'ha nel sangue non è certo facile, è il lato negativo del vivere ogni cosa in modo intenso e profondo, ma il mio proposito per l'anno nuovo (e si sa che per gli eterni studenti l'anno comincia a fine estate!) è di fare qualche progresso in questo senso. Lo diceva perfino il commentatore olimpico, la squadra italiana di pallavolo dovrebbe dimenticare gli errori e gioire per i punti conquistati... :-) E poi fra le tante persone cito una professoressa che ha segnato la mia permanenza americana: "Sounds to me you need some closure, whatever you decide to do.". Closure. Ho sempre avuto paura di questa parola, ma mai come di questi tempi mi sono resa conto della necessità di smettere di perdere tempo a tenere aperte mille opportunità per poi non sfruttarne nemmeno una, o magari per sfruttarne varie ma solo parzialmente. Certo, non è che da domani organizzerò la mia esistenza a compartimenti stagni, non posso e non voglio farlo. Ma è tempo di cominciare a plasmare davvero il futuro, e per farlo occorre ricordarsi che certi interruttori vanno necessariamente spenti perchè se ne possano tenere accesi altri. On. Off. Tutto sta, come sempre, a sapere rinunciare a quelli che richiedono troppa energia senza illuminare il giusto percorso. Quest'anno credo di averne indovinato uno davvero importante, e il cricetino che c'è in me è deciso a correre senza sosta per mantenere accesa la lampadina di questo faro (Faro?). Ora pian piano cercherò di costruire il resto del circuito, in questa curiosa fine d'agosto che sto passando a tradurre le vicissitudini di una palla rimbalzante (DS players, ringraziatemi quando giocherete a De Blob!), epilogo di un'estate sostanzialmente lavorativa, ma anche decisamente positiva (esperienza milanese promossa a pieni voti, nonostante l'alienazione da hinterland e centri commerciali!) e illuminata da una meravigliosa vacanza portoghese che mi ha davvero segnata e che porto nel cuore.

To closure, then. And to new openings, ça va sans dire.



Anna Never