mercoledì, settembre 19, 2007

"Io era tra color che son sospesi..."

(Ri)leggere la Commedia è certamente uno dei lati migliori di un PhD in Italian Studies. Era da tempo che volevo farlo, ogni tanto mi lanciavo in qualche progetto "un canto al giorno" o mi riproponevo di andare a varie lecturae Dantis, senza per altro mai concretizzare nulla. Qui invece ci sto riuscendo, anche se a ritmi un po' troppo rapidi per godermi appieno la discesa nell'Inferno, compensati però dalle interessanti lezioni ermeneutico-iconografiche e dalla presenza scenica del professore, che miscela ottimamente grande competenza filologica, magistrale interpretazione dei versi e inattesi momenti d'ilarità ("e gli angeli suonano le trombe e fanno resuscitare i morti... certo che dovevano suonar proprio bene questi angeli... c'era Joe Cocker?" :-p). En passant, per chi fosse interessato (Max, dammi soddisfazione!) segnalo anche il link all'Inferno letto da Vittorio Gassman:
http://www.italica.rai.it/principali/dante/multimedia/divinacommedia/divinacommedia.htm
Dopo due settimane di prove, riflessioni e discussioni ho poi definito anche gli altri corsi, raggiungendo una soluzione decisamente soddisfacente: corso sulla traduzione letteraria con un eccentrico luminare a metà fra Mosè e Gandalf, vestito da prete e con orologio da taschino (primo assignment: "tradurre" alcuni versi di John Donne nello stile di Emily Dickinson e Walt Whitman... spettacolo!); corso su American Advertising: History and Consequences, che oltre a rafforzare la mia convinzione che la pop culture possa essere uno dei miei campi d'indagine mi permette anche di acquisire qualche informazione che mi potrà essere utile "nel mondo reale" (
non ho ancora smesso di ventilare l'ipotesi del copywriting... accanto a mille altre, ça va sans dire); infine un corso su riti, miti e simboli del fascismo, tenuto da un giovane e preparatissimo post-Doc romano che noi ragazze del dipartimento abbiamo praticamente adottato - ai figli del sistema accademico italiano e delle sue gerarchie fa un certo effetto chiamare il proprio professore per nome e studiare con lui mentre si prepara la presentazione per il suo corso!
Insomma, se non altro la situazione accademica sta prendendo forma; per ora ci ho aggiunto anche un corso per il Teaching Certificate I e medito di tentare anche un corso di spagnolo, ma non so se riuscirò a portare avanti entrambi i progetti. Anche l'appartamento diventa man mano sempre più "casa" - con la sortita all'Ikea di questo weekend dovremmo più o meno completare l'opera. Tento anche di impostare una simil-routine di workout, ora che la caviglia sembra andar meglio... ma la piscina è inagibile causa tetto pericolante (?!?), la palestra, a parte una splendida pista da atletica, è stata definita da Erica e Benedetta "un perfetto esempio di socialismo reale (e in effetti manca solo il ritratto di Stalin al posto della bandiera americana, l'effetto capannone c'è tutto!) e tutti e tre i corsi di tennis si sovrappongono perfettamente alle mie lezioni (cosa per altro non facile, le ore in classe non sono tante!). Per fortuna stasera ho convinto Stephen a insegnarmi un po'... ora non mi resta che procurarmi una racchetta! Nel frattempo ho sperimentato un corso di swing e uno di salsa: niente male, nonostante la mia coordinazione inesistente, vedremo se proseguirò.
Procedono anche le relazioni sociali (anche se il gruppo di Penn è decisamente ineguagliabile, per non parlare ovviamente del mio entourage bolognese...): lo scorso weekend una festa di American Civilization mi ha permesso di conoscere un po' meglio alcune ragazze, fra cui Miranda, che è volontaria nell'esercito ed è appena tornata dall'Iraq, dove era la gunwoman di un elicottero. Ora, a prescindere dalla mia personale opinione sulla guerra (e su quella di George W. nello specifico), bisogna ammettere che parlare con gente che da un momento all'altro potrebbe essere richiamata al fronte (i volontari firmano un contratto triennale e possono essere mandati ovunque, senza possibilità di rifiutarsi) fa veramente ridimensionare i propri problemi. E' anche uno dei lati belli della graduate school, si conosce gente con storie molto diverse e ci si confronta con realtà che a noi sembrano lontane anni luce. E' una strana sensazione, sembra di essere tutti accomunati dallo spirito studentesco e dalla necessità di ricostruirsi una vita in un mondo nuovo e automaticamente si pensa di aver tutti alle spalle lo stesso passato... e poi si scopre che Miranda è G.I. Jane, che Ezio ha 27 anni e una figlia in Perù, che Lillian ha 31 anni e vive con il figlio di 10... insomma, la "bubble" del mondo del college si allarga ad includere il mondo reale. Bello e doveroso, certo, ma al contempo un po' destabilizzante.
Una parvenza di stabilità si trova allora nella routine (su cui sto lavorando... con calma!) e nel proprio piccolo mondo quotidiano - che nel caso del mio dipartimento è decisamente piccolo! Giovedì scorso abbiamo indetto una riunione per discutere di alcune faccende interne, eravamo in nove in tutto... le dinamiche non mi sono ancora del tutto chiare (e sicuramente in occasione della riunione è uscito il peggio), ma pian piano comincerò a capire che ruolo occupo in questo microcosmo. Nel frattempo cerco di socializzare con le singole persone; a parte ovviamente Elena, con cui la convivenza procede bene, in questi giorni ho passato abbastanza tempo con Erica, che fortunatamente vive a tre case di distanza da noi - insieme per altro a Stephen e Cristina. Se non altro il Caso ci ha dato una mano stavolta, prevedo numerose serate Medwayane durante il gelido inverno! Poi stasera Cristina mi ha fatto tornare la voglia di iscrivermi a NetFlix - 20 dollari al mese per noleggiare per posta (tempi rapidissimi) film ad libitum, a blocchi di tre. Lei aveva preso "San Michele aveva un gallo" e due film francesi... direi che prevedo anche numerose cineserate!! Meno male, avevo giusto bisogno di qualche movie buddy e Antonella non è ancora rientrata!
Insomma, le cose piano piano sembrano prendere la piega giusta, e in effetti oggi sono più ottimista del solito... perchè allora questo titolo? Beh... questo inizio di dottorato è stato caratterizzato da sbalzi d'umore repentini e totali che non avevo mai avuto in tutta la mia vita, nonostante la mia ipersensibilità dichiarata mi porti spesso a risentire fortemente degli elementi negativi e a trarre grandi gioie anche da minimi particolari positivi. Stavolta è diverso, forse perchè per tanti motivi sto vivendo tutta questa faccenda in modo esageratamente amplificato. Fatto sta che in questo primo periodo sono stata piuttosto male nel profondo del mio piùomenoconscio, come sa chi ha avuto modo di parlarmi a voce (e ne approfitto per ringraziare chi mi ha sopportata, soprattutto Elena... era decisamente il momento peggiore per iniziare una convivenza con me!); e anche se cerco di vedere i lati positivi e darmi il tempo di ambientarmi e di riflettere, continuo ad avere una grandissima nostalgia del mio mondo bolognese e la pesante sensazione di non aver preso la decisione giusta. Ma andrò avanti per un po', cercando di godermi i lati belli (e ce ne sono, indubbiamente: non ero mai stata pagata per studiare! Devo ammettere che il primo stipendio mi ha fatto un certo effetto, ed era anche un numero davvero carino, Mauri!) e soprattutto di capire se questa può essere la mia strada. E poi, quando sarà il momento di fare il bilancio, per la prima volta nella mia vita prenderò una posizione definita. Cinque anni, in particolare a quest'età, non sono uno scherzo - soprattutto se non si sa se lo sbocco finale è quello giusto. Ma quest'anno, come dice la Jo, "ricomincio da me". Da quello che sono e da quello che voglio dalla vita. Non è sempre facile scoprirlo, nè tantomeno mettere in moto gli ingranaggi per ottenerlo. Ma ci provo, perchè di vita ce n'è una sola e perchè sono stufa di fare "quel che è giusto" o che mi sembra tale. E' ora di prendere le redini e di capire che, anche se mi sento sempre travolta dagli eventi, in fondo le scelte spettano a me.

"It's my life
And it's now or never
I ain't gonna live forever
I just want to live while I'm alive..."

Bon Jovi, "It's My Life"

Ciò non vuol dire che debba prendere decisioni avventate, anche se in queste settimane sarei già saltata sull'aereo mille volte. Cercherò di tener duro, aspetterò ancora un po', non perchè "sia giusto" ma perchè lo devo a me stessa. E se nel frattempo tentennerò di fronte ad ostacoli che mi paiono insormontabili, cercherò di dare ancora una volta credito al buon vecchio Virgilio:

"Non ti curar di lor, ma guarda e passa..."

Allie

martedì, settembre 11, 2007

Ode to Jo(y)

Trademark cupcakes at Magnolia Bakery: $ 2
"Run, Forrest, Run" license plate from Bubba Gump: $ 8.99
Tickets for Rent on Broadway: $ 45
A weekend with a special friend who understands all about you and can cheer you up, provide invaluable advice and even fix your haircut: PRICELESS!!

Come al solito ho rimandato per secoli l'aggiornamento del blog e ora non so nemmeno da dove cominciare... in questi mesi ho accumulato una tale quantità di emozioni che non mi sento nemmeno in grado di razionalizzare attraverso la scrittura, anche se di solito questo processo mi aiuta non poco. Stavolta non credo di farcela... sono decisamente overwhelmed, un groviglio di sensazioni, dubbi e forze contrastanti che mi sta rendendo ancor più difficile la transizione e che mi lascia fisicamente e mentalmente provata. Che fare, allora, per reagire al tumulto interiore? Ovvio, tuffarsi in un vortice ancor più vertiginoso: Manhattan transfer! Razionalmente può sembrare una soluzione assurda, oltre che deleteria per il sonno arretrato e la caviglia ancora in ripresa (per chi non lo sapesse: tanto per continuare la tradizione degli incidenti pre-USA, mi son presa una bella storta!), ma alla fine ho passato un weekend davvero speciale e quindi ho voluto aprire questo post con un tributo ad una persona unica che fa davvero tanto "to keep me sane"! Due giorni veramente pieni, cominciati con un viaggio sul Bonanza bus sola soletta... niente di epocale, lo so, ma non avevo mai viaggiato da sola in pullman, tanto meno di notte... arrangiarmi sull'organizzazione e parlare coi vicini di posto (nello specifico un ragazzo di Haiti che mi ha impezzata su... Gigi D'Agostino! Si può?) mi ha fatta sentire più indipendente (non avrei mai pensato di sentirmi tranquilla a girare da sola a mezzanotte in metropolitana a New York, con tanto di inebriante sensazione di empowerment). Scendo a Sheridan Square, zona NYU... qualche isolato a piedi ed eccomi finalmente a casa della Jo, un delizioso studio minimal-trendy nel West Village. Potremmo raggiungere Bolo e altri loro amici, ma non riusciamo a contattarli... e per la prima sera va bene così, stiamo già navigando lungo fiumi di parole e nel frattempo la Jo trova anche il modo di sistemarmi il taglio di capelli asimmetrico di cui mi lamentavo da un pezzo! Che persona incredibile... devo ancora trovare qualcosa che non sappia fare! Ma la sua vera specialità è sicuramente ascoltare e dare consigli, un dono prezioso che mi ha aiutata moltissimo in tante occasioni. E' sempre importante confrontarsi con qualcuno che conosce la mia (le mie) realtà senza rinunciare all'obiettività... e per giunta nella splendida cornice di Manhattan. La mia New York è sempre uno spettacolo, ma andare a trovare qualcuno che ci vive aggiunge sempre una dimensione ulteriore ad una città che è già proteiforme di per sè, mescolando i miei soliti e beneamati giri pseudoturistici per Times Square con stralci di vita quotidiana nel Village (attenzione al pericolo lavasecco, rischiate un conto da 139 $ che abbiamo evitato per un soffio!) e giretti per i mercatini e i negozietti di Brooklyn. Senza contare il fatto che sono finalmente riuscita a realizzare un progetto che avevo da tempo: vedere Rent dal vivo a Broadway!! Scenografia spettacolare, attori ottimi (uno dei protagonisti, Anthony Rapp, è lo stesso del film, che per altro consiglio vivamente), tematiche che scuotono e canzoni da brivido...

"525,600 minutes, 525,000 moments so dear.
525,600 minutes - how do you measure, measure a year?
In daylights, in sunsets, in midnights, in cups of coffee..."

{[(Seasons of Love)]}


MIMI:
"The heart may freeze or it can burn
The pain will ease if I can learn
There is no future
There is no past
I live this moment as my last
There's only us
There's only this
Forget regrets
Or life is yours to miss
No other road
No other way
No day but today..."

{[(Another Day)]}

Insomma, veramente uno show da vedere, se ne avrete l'occasione, anche nella versione cinematografica. Poi un giro a Meatpacking in cerca di un ristorante aperto (un dubbio posto spagnolo) e un localino nel Village con Bolo e due amici della Jo. Domenica mattina: missione messa Gospel... ma ce la siamo presa un po' comoda e alla fine non siamo riuscite ad entrare, mi toccherà tornare! :-) In compenso sulla metropolitana ho incontrato Noah, un ragazzo di Penn che non sentivo da quattro anni... ora, lo so che tutto il mondo è paese, ma è stato assurdo incontrare qualcuno per caso nel sottosuolo di Manhattan, per giunta con una scena à la Sliding Doors in cui io e la Jo abbiamo perso per un soffio la metro precedente! Per restare in tema Penn (e Bologna, e Boston), dopo un giretto nel meraviglioso campus di Columbia siamo riuscite anche ad andare a trovare Channtal, mentre nel pomeriggio ho rivisto Maya, anche se per pochissimo tempo... decisamente un weekend intenso che spero di bissare al più presto!
Il rovescio della medaglia però è che mettere subito a confronto Providence con una metropoli di tale portata (che per giunta è una delle mie città preferite in assoluto) mi ha fatto venire ancora più dubbi... Voglio davvero passare cinque anni della mia vita in Rhode Island? Se proprio devo stare negli States, non varrebbe forse la pena di stare in una città vera, di godermi tutto ciò che l'immenso e variegato universo newyorkese ha da offrire? Ad alimentare le mie incertezze poi ha contribuito il fatto che proprio questo weekend ho avuto la conferma che Vincenzo, che forse è la persona che più condivide il mio modo di rapportarmi al PhD, quest'anno ha deciso di chiedere un leave e restare in Italia... me l'aspettavo, ma mi ha dato da pensare e attendo ansiosamente un confronto via Skype!
Chiudo questo post prima di addentrarmi troppo nei temibili meandri della mia mente, sleep-deprived più che mai, con la pseudo-promessa di aggiungere presto i mille tasselli che hanno creato il complesso mosaico di questi mesi... la bellissima vacanza bavarese, il resto dell'estate nella mia Bologna... ah già, magari anche qualche accenno al mondo di Brown! :-)

Allie

mercoledì, luglio 18, 2007

Laquintazeta.

Dopo una gran bella serata trascorsa finalmente con i miei compagnucci di liceo, mi sento in dovere di dedicare un post alla mitica 5Z, che ultimamente ho un po' trascurato, ma che regala sempre momenti spettacolari quando riesce a riunirsi! Ringrazio quindi Marco (a sinistra colla Sara) che ci ha ospitati nella sua (splendida) villa di Castel San Pietro, e poi ovviamente tutti i presenti per un perfetto mix di cena, racconti, gag e un po' di sana ignoranza "old skool"... tutte quante balotte! :-p Foto a destra: Ape, Anny, Tony.
E' bello vedere che anche se quasi tutti ormai lavorano, anche se comunque abbiamo preso strade molto diverse e ciascuno si è costruito una vita piena e complessa, ci basta un momento per tornare "abbbestia" e caricarci per il bagno di mezzanotte (che la prossima volta faremo sul serio!). Peccato per le varie assenze, anche se qualcuno si è fatto sentire via sms (sua sponte... come no!) e a qualcun'altra sono sicuramente fischiate le orecchie... Comunque spero che ci saranno presto altre occasioni per ritrovarci tutti assieme! Foto a sinistra con JJ, a destra con Davey.
Per il resto l'ultima settimana ha decisamente regalato altri bei momenti. Si comincia dallo scorso lunedì col farewell party a sorpresa per salutare la Jo (che ha promesso numerosi weekend a Providence da settembre!) alla Corte dell'Opera - che effetto tornarci dopo la festa di laurea del 2005! Serata perfetta, atmosfera impeccabile (con tanto di Frank Sinatra!) e finalmente un revival con le linguiste, quanto tempo! Grazie soprattutto alla Sara che mi ha scarrozzata avanti e indietro (= più tempo per updates e gossip!)... ma al ritorno a casa ecco la nuova Yaris nel cortile! Il giorno dopo è tornato anche l'F10, finalmente son di nuovo motorizzata! Presa dall'euforia mi sto lanciando in varie escursioni in centro nonostante l'afa da paura e la pressione al minimo storico... ma è bello essere di nuovo in sella, avevo paura di essere un po' bloccata dopo l'incidente, invece mi sento piuttosto tranquilla, anche se la cicatrice sembra sempre peggio!
Martedì è stato anche un gran giorno per la Lu, che ha coronato la sua carriera universitaria; festeggiamenti sui colli in attesa del party vero, in piscina... ma di alcol ne girava comunque!
Mercoledì sera terza lezione di tennis, sono proprio contenta di aver cominciato il corso, anche se ovviamente i progressi sono lenti (e il caldo non aiuta!). Un salto al calcetto, giusto in tempo per vedere l'ultimo gol, e poi un giretto allo Chalet dei Giardini.
Venerdì sera si festeggiava il compleanno di Mauri (foto a destra con l'Alessia): ottima cena al Nonno (quanto mi mancheranno le tigelle l'anno prossimo!) e un immancabile Cade, con tanto di comparsata di Andy che cercavo di vedere da secoli!
Sabato grande prova di coraggio: pomeriggio al sole allo Junior! Ovviamente son partita armata di creme... e il fatto che sia arrivata là alle 4 ha permesso la mia sopravvivenza! :-p La sera festa della birra (sic) alla piscina di Monterenzio, con concerto delle Braghe Corte e comparse dal passato che sono stata proprio contenta di rivedere (la Rix e Tano in primis). Poi gira e rigira... di nuovo Cade! Quando mai... stavolta però la serata non ha convinto, fortuna che è stata risollevata da una bella chiacchierata con l'Ely a Mello's Place. Lunghi discorsi anche domenica sera, chiarimenti importanti dopo ore di tentativi di organizzare 'ste benedette vacanze... la defezione di Francesca (sigh!!!) scombina un po' i piani (soprattutto i miei!), ma vedremo di rimescolare le carte ancora una volta.
Nel frattempo mi sono concessa una fuga da reale, in quel di Hogwarts: non male il quinto episodio di Harry Potter, anche se non sono una vera appassionata della serie (almeno non quanto il Vet, che a sorpresa si è rivelato un profondo conoscitore del mondo rowlingsiano). Ciliegina sulla torta: un bell'Amadeus post film, com'è giusto che sia per rispettare la tradizione!
Intanto durante le giornate si mescolano mille commissioni, progetti, saluti ad amici, ricerche pro-dottorato... insomma, l'estate continua ad essere intensa ed io continuo a godermi la mia Bologna. Alla faccia dei trentasette gradi.

-Allie

lunedì, luglio 09, 2007

You, Me and IMDB.

Non avevo certo bisogno di qualcuno che mi istigasse a passare ancor più tempo sui siti cinematografici, saltellando da un film all'altro seguendo una sorta di "six degrees of separation" o anche per pura (e spesso delirante) associazione mentale. Ma quando si è in due è tutta un'altra cosa. Non certo per l'attività in sè, che non ha fine reale (nei due sensi del termine "fine"), che non necessita di compagnia e che è solo una delle tante sotto-specialità della grande arte del kazzeggio, di cui sono maestra nei periodi di non-studio. La vera rivoluzione è poter di nuovo passare nottate intere a parlare, ovviamente di film, ma anche di qualsiasi altra cosa, e scoprire che la sintonia è rimasta talmente perfetta e immutata che non solo gli argomenti di conversazione non si esauriscono mai, ma si arriva al punto in cui ci sono talmente tanti discorsi aperti ("apro una parente", tanto per citare qualcuno a caso!) che servirebbero carta e penna per non perdere il filo.
Bentornato, Vet. Dire che mi sei mancato non è nemmeno necessario, basta vedermi in questi giorni per capire che si respira tutta un'altra aria.
La settimana per altro è stata piuttosto positiva, fra una sortita in piscina e un discreto "Flyboys", l'inizio del corso di tennis con la Chiara e la Silvia, una serata con gelato, Taboo e balotta assolutamente a caso (fulcro: la Susy, ovviamente), una gran bella serata con la Jo che riesce sempre a leggere nella mia mente contorta e un'altra cineserata con l'impegnativo e controverso "XXY" (nettamente promosso, ma certo non etichettabile come "easy watching").
Un venerdì a Marostica, con la presenza inattesa di Mirco; ritorno giusto in tempo per la serata, Chalet dei Giardini e Cade... alti e bassi, ma anche qualche bel discorso (ma è preoccupante che io vi partecipi con lo stesso tenore ma senza alcol in corpo!). Sabato gran bella serata col Vet nel ruolo di guest star, con ottima cena a Montebudello (fortunamente non era "un classico caso di" nomen omen, per dirla à la Charro) e mille gag ampiamente documentate dalla mia fedele Canon, dalle performances "alimentari" del Boss a "dai facciamo un giochino che si chiama trenino..." :-p
Post al redivivo (?) Frigò, con perle musicali anni 70-80-90 capaci di attirare in pista perfino la sottoscritta (appena reduce da un simpatico gavettone... meno male che ormai della permanente è rimasto ben poco!).
Insomma, eccomi di nuovo arrivata a domenica notte, in attesa di una settimana ricca di eventi importanti (lauree, compleanni, una despedida...). Chiudo qui, così vedo di recuperare un po' di sonno prima di correre a recuperare il motorino, che si spera torni domani, forse seguito a breve dalla Yaris... nel frattempo grazie a tutti quelli che mi hanno scarrozzata in giro!!

Allie

lunedì, luglio 02, 2007

On the road.

"Cerco un'America che forse non c'e' nemmeno piu',
Cerco un nastro d'asfalto che corre dritto verso il blu
E cerco le risposte che non trovero'
Le cerco perche' l'importante e' il viaggio non dove andro'...
Torno subito resto ancora un attimo
Devo dare un' altra occhiata al mondo poi tornero'..."

883, "Torno subito"

Chi mi conosce sa che il titolo di questo blog non è scelto a caso e che non è soltanto un tributo ad una (splendida) canzone degli Aerosmith ("It's Amazing... With the blink of an eye you finally see the light"). Uno stile di vita, volendo, perchè in fondo è il principio che, più o meno consciamente, governa le mie scelte; ma anche un monito a me stessa, perchè il grande viaggio dell'esistenza non è sempre agevole, che ci si sposti intorno al globo o che si resti sempre nello stesso luogo. E' facile sentirsi delusi, frustrati o confusi perchè magari si hanno 25 anni e niente in mano, perchè i traguardi sembrano lontani, perchè ognuna delle scelte possibili comporta rischi o svantaggi di portata non trascurabile. Ed ecco che ogni tanto sento il bisogno di astrarmi dal mondo con una canzone che metta a nudo le mie paure e mi faccia nuovamente vedere le cose in prospettiva, per poi rituffarmici dentro e viverle fino in fondo. Nel caso di questa calda e tranquilla serata estiva si è trattato appunto di "Torno subito". Uno degli ultimi giretti sulla mia adorata Saxo, che dovrò salutare fra qualche giorno; mille cigolii sospetti provenienti dalla ruota posteriore destra, le strade vuote da Lercaro a Ponticella, una domenica sera in cui il tempo non esiste. Guido sola, come spesso accade al ritorno a casa, persa come sempre nei miei pensieri, e quasi in automatico accendo la radio (unica superstite dell'impianto audio). Ne esce la voce del buon vecchio Max Pezzali, che fa sempre sorridere ogni interlocutore quando lo affianco, che so, ai grandi del rock anglofono o ai cantautori italiani, descrivendo i miei gusti musicali. Ma non mi importa: per me le canzoni degli 883 sono una colonna sonora più o meno costante da quattordici anni, ormai. Anche se ho smesso da tempo di seguire assiduamente nuove uscite e tourdates (ma mi resta il sogno di andare al concerto!) ascolto sempre vecchi e nuovi successi con piacere, soprattutto nel caso dei pezzi che, al di là delle melodie orecchiabili, sanno parlare direttamente al mio subconscio, sanno tirare fuori con freschezza e semplicità quelle sensazioni che ognuno riesce ad identificare come proprie. Non conoscevo questa canzone, a dire il vero. Ma il brano che ho riportato in apertura è davvero molto "mio", ed è giunto con tempismo perfetto a ricordarmi che a volte nel perseguire un obiettivo ci si dimentica di godersi il percorso.
Non sono mai stata brava a rapportarmi coll'hic et nunc, anzi, credo che ci sia poca gente più abile di me a rifugiarsi nel sogno di un altrove spazio-temporale. Insicurezza, forse, ma anche voglia di riunire tutte le cose e le persone che amo in uno stesso posto, senza che la mia esistenza sia sempre scissa in almeno due luoghi agli antipodi.
Proprio per questo ogni tanto ho bisogno di scuotermi e ricordare a me stessa che ogni piccolo grande momento di questo cammino può essere speciale. Anche queste giornate, che scorrono scevre di eventi particolari, che scivolano via senza che io faccia nulla di concreto. Eppure a ben guardare sono piene di momenti da conservare gelosamente, se solo si potessero immortalare in qualche modo. Vedere il mio stralcio di cielo stando sdraiata sul dondolo in terrazza; camminare in centro, anche se mi sono lamentata che dovevo andarci in autobus; un film all'aperto, in quel cronotopo particolare che è la Corte del Cinema a San Lazzaro, dove il target taglia trasversalmente ogni fascia d'età, dove le sedie sono le stesse che si trovano fuori dal bar sport, dove la baracchina vende un paio di gelati confezionati, l'acqua brillante e le Crazy West; qualche ora con gli amici più cari, che per me è sempre un regalo speciale.
Nell'incognita delle vacanze, nella certezza del Grande Salto che è insieme eccitazione e angoscia, mi godo quest'estate casalinga e bolognese, come progettavo e sognavo di fare da tempo. Certo, non tutto va a gonfie vele e di delusioni ce ne sono state più di quanto non mi aspettassi, anche ad opera di persone insospettabili, e ci sono giorni in cui si accumulano tanti elementi negativi da far vacillare il mio piccolo mondo italiano. Quello stesso mondo che sono conscia di aver in parte idolatrato attraverso il filtro della distanza e del rimpianto per un'"età dell'oro" che forse in realtà non era nemmeno così scintillante mentre la vivevo. Ma per fortuna ogni tanto ci sono momenti speciali che valgono tutti gli sforzi fatti per sopportare quelli negativi, e se molti dei recenti cambiamenti mi hanno lasciata davvero depressa e amareggiata, ne restano pur sempre alcuni altri che sanno regalarmi un sorriso e farmi nuovamente brillare gli occhi. Qualcuno che riesce sempre a dimostrarsi insostituibile, da dieci anni a questa parte (o nove, o undici, o... :-p); qualcuno che non vedevo o non sentivo da secoli e che sa capire più cose di me di chi magari mi vede sempre; qualcuno che conosco da relativamente poco, ma che sto imparando a scoprire giorno dopo giorno.
Il tutto, ovviamente, con un adeguato contorno di film e libri, per godermi fino in fondo l'ultima estate di assoluta libertà intellettuale e perchè tanto la mente vaga già a ruota libera di suo. Qualche pièce teatrale, presa in prestito alla nuova Mediateca sanlazzarese, effettivamente poco funzionale (soprattutto in rapporto al suo costo), ma comunque accogliente e utile ai miei scopi non accademici; dopo De Filippo ("Natale in casa Cupiello") e Ibsen ("Gli spettri"), sono tornata al caro Schnitzler con la curiosa, ritmica "commedia" "Girotondo". Nel futuro si prospettano un po' di Sciascia e Dante, perchè sarebbe ora di riscoprirsi italianista, poi forse Isabel Allende (grazie Susy! Davvero un regalo azzeccato!) e chissà, magari un tocco di chick lit, che d'estate piace sempre (Fra, urge scambio in vacanza!!).
I film ovviamente sono ancora più numerosi, per non parlare delle ore che spendo a recensirli e valutarli ora che facebook ha introdotto "Movies" fra le applets... Difficile raggrupparli tutti, comunque. Un bel mix di "terzi episodi", sin dal maggio bostoniano ("Shrek 3", "Spiderman 3", "I Pirati dei Caraibi 3", "Ocean's 13"...), "I Fantastici 4 e Silver Surfer", un "Grindhouse" che parte relativamente lento e poco tarantiniano ma sa riscattarsi con un secondo tempo al cardiopalma, più un po' di pellicole più "serie": un destabilizzante "Centochiodi" che contrappone la vita accademica (per altro a Storia all'UniBo) alla vita "vera", fuori dalla carta stampata; un binomio non cercato sull'infermità mentale, fra l'angoscia e i deliri misticheggianti di Leonardo Vitale in "L'uomo di vetro" e l'universo del manicomio di "Follia", con un confine più che mai labile.
Nel frattempo abbondano le sortite in palestra (sic!), accompagnate da una giornata al Villaggio della Salute (ovviamente sono riuscita a bruciarmi con SEI strati di crema a SPF SESSANTA!) e perfino da un corso di tennis che inizierò martedì con la Chiara e la Silvia, tanto per rispolverare il solito proposito di imparare davvero a giocare, che rilancio ad ogni estate. Ma stavolta faccio sul serio, ho perfino fatto risistemare la mia vecchia Wilson! :-)
Presa dall'ansia per il futuro insegnamento e dal desiderio di trovarmi un qualche lavoretto estivo, ho anche tentato la strada delle ripetizioni private... ma finora entrambe le persone che mi hanno contattata si son fatte di nebbia (una delle due è incinta e vive a Molinella... ci credo che cercasse altrove!), staremo a vedere.
Nel frattempo non mancano, ovviamente, le uscite serali, con la variante delle cene che ultimamente abbondano, vuoi per un compleanno, vuoi perchè ci va di organizzarne una senza motivo. Meta ultima dei weekend resta però ovviamente il Cade, nonostante il sovraffollamento e le macchine parcheggiate *dentro* la rotonda. Io sbuffo, mi lamento, strippo... ma so che in fondo è parte del mio mondo. E la prossima volta che girerò in tondo senza risultati, o che mi sentirò giù a causa di qualcuno, spero di ricordarmi che alla fine della fiera bisogna dar ragione a Totti (o meglio, al copywriter della Vodafone). Laif is nau.

-Allie

PS: Non posso non pubblicare anche un tributo a "Gambe in spalla"!!!

lunedì, maggio 21, 2007

"...Can't Slow Down..."

Il titolo originale di questo post doveva essere "New York City... can't slow down..." (come inneggiava qualche band punk rock che ascoltavo anni fa... H2O? Agnostic Front? Non ricordo!). Volevo dedicare ampio spazio alle mie giornate in quel di Manhattan (e Brooklyn, a onor del vero!), perchè NYC resta sempre la città più incredibile del mondo e ci vorrebbero secoli per raccontare every "New York minute", come recitava una vecchia pubblicità di Sex & The City che mi è rimasta in testa.
Ma poi "il tempo passava con le stagioni a passo di giava, ed arrivai a [toccar la tastiera] in un bel giorno di primavera..." Insomma, da brava procrastinator non sono mai riuscita ad aggiornare il blog e nel frattempo ho accumulato mille altri frammenti di vita, verbali o visivi, mentalmente archiviati nella cartella "da uploadare" - cosa che, naturalmente, rendeva l'operazione di updating ancor più ardua. E che, tuttavia, rendeva anche il titolo del post ancor più esplicativo, quasi ai limiti del tautologico. Can't slow down - sono stata di nuovo presa dal vortice americano e ho ripreso a latitare telematicamente, tanto che varie persone mi hanno chiesto notizie, non trovandone qui. Wow, è bello sapere di avere lettori assidui! Grazie! Vedrò di recuperare in qualche modo, cercando di riassumere questo mese intenso e movimentato. Togliamoci subito il dente: anche se ormai lo saprete praticamente tutti, alla fine ho accettato il posto a Brown. Non che sia una cosa negativa, per carità. Un ottimo programma, finanziato in toto, con tanta libertà e un ambiente che pare davvero molto piacevole... Ma ho ancora paura, credo che sia un salto ancor più grande della partenza per Philly. Quello era un passo enorme, certo, e un anno mi sembrava così lungo... ma questo non è più un "intervallo" fra due tronconi di vita italiana. O meglio, lo è, o almeno cercherò di mantenerlo tale, ma cinque anni sono tanti, è davvero una scelta di vita, e la sottoscritta per certi versi sa essere decisamente commitment-phobic. A volte mi è difficile capire se la scelta che ho fatto è stata davvero consapevole e se sono semplicemente spaventata, oppure se piuttosto non ho sbagliato a non dar retta a timori ed insicurezze. Davvero, non lo so. Non so proprio dire se sia il sogno di una vita che si avvera (in fondo non ho mai pensato di fare carriera accademica finchè Penn non mi ha offerto una nuova prospettiva) o se sia un salto nel buio un po' incosciente. Però so che in questo periodo mi sono in parte ricaricata, e che quando partirò a fine agosto farò di tutto per affrontare la nuova avventura nel miglior modo possibile. Insomma, in qualche maniera sto cercando di venire a patti con la me stessa in fieri, quel curioso ibrido di passato, presente e futuro che ha bisogno di andare lontano per capire da dove viene, ma che non riesce comunque a intuire dove andrà. Mi sono detta che in fin dei conti nessuno mi costringe a star là, e se davvero non mi troverò bene prenderò armi e bagagli e me ne tornerò sui miei passi senza rimpianti. Ma prima farò di tutto per trovarmi bene, ad iniziare da queste settimane che sto dedicando ad organizzare la transizione in modo da renderla il più liscia possibile.
Ma andiamo con ordine, sono rimasta a più di un mese fa, quand'ero reduce dalla disavventura in motorino... inutile dire che nelle settimane successive ho avuto modo di apprezzare ancor di più la presenza dei miei genitori e dei miei amici, quindi ringrazio nuovamente tutti i visitatori e i compagni di tea parties e di film! Già, perchè ovviamente ne ho approfittato per recuperare un po' di pellicole temporaneamente accantonate, colmando qualche lacuna imperdonabile (cito fra tutti "Jules et Jim" - chapeau! - e "Full Metal Jacket", che avevo visto solo a pezzi) o dedicandomi a film di più bassa lega, ma che prima o poi avrei comunque guardato per kingofilia/horrormania ("La Tempesta del Secolo" - infinito! - e "Saw 3", che alla fin fine son contenta di non aver visto al cinema!). Poi pian piano fra fisioterapia e preparativi per il viaggio ho ripreso ad uscire, e fra un'altra cena in bruschetteria, un Cade e un'ultima serata di confidenze & confessioni con Davey (finalmente! Foto a sinistra) in men che non si dica è arrivato il 30 aprile, data fissata per la (nuova) partenza. Mille bagagli come sempre, ma se non altro aereo ad orari umani e viaggio relativamente smooth, con - udite udite! - un film almeno guardabile! "L'amore non va in vacanza", commediola leggera e prevedibile, ma perfetta per un volo transatlantico (e sempre meglio di "Step up" e "Dreamer" - non il quasi omonimo bertolucciano, ma un drammone da latte alle ginocchia tenuto in piedi da Dakota Fanning...).
Atterraggio sempre splendido al Logan, che ha la pista praticamente sull'oceano, poi immigration senza troppi problemi (anche se si sono stupiti che sia stata via "così tanto"... ufff!!)... ed eccomi di nuovo a riprendere le redini della mia mezza vita americana. Ritrovare Stefano, incredibile e quasi surreale, dopo quattro mesi... avevamo davvero bisogno di rivederci, anche se finora i suoi esami hanno limitato notevolmente il tempo insieme... poi rientrare nella mia casetta, che ora mi sembra più mia di quando sono partita (e che non vorrei dover lasciare, dopo aver visto certi postacci a Providence...), ritrovare tutte le cose che ho lasciato, i poster, le foto, i libri... ri-disporre tutto in una camera e un bagno che avevo lasciato incredibilmente in ordine, una tantum, rivedere "la vecchia Lindsay"... Non è stato esattamente come tornare a Philly dopo la breve pausa italiana, ma in parte ho provato la stessa situazione, come se stessi rimettendo piede in un settore della mia vita lasciato in stand-by.
Ma non mi sono data il tempo di rendermene davvero conto: il giorno dopo è arrivata Lisa, al suo battesimo yankee - concretizzatosi sin da subito negli assurdi estremi tanto cari a questo paese: ordinare una Coca Cola piccola (al ristorante messicano a Cambridge con Stefano e Ruchir) e vedersi portare un bicchiere enorme stracolmo di ghiaccio e con tanto di free refill. You gotta love the US. Dopo un dessert da Finale (delizioso, ma il posto è fin troppo chic... and pricey! Foto a destra) ecco l'esperienza della famigerata T (all'andata il 66 non si è nemmeno fatto attendere troppo... incroyable!): discesa forzata dopo ben una fermata, navetta fino al centro, altra metro... secoli per arrivare a casa! Un po' di sonno misto a sballamento da fuso orario (che io mi son giocata subito!) e via verso nuove avventure - nello specifico un mefitico pullman Fung Wah (o Fu Manchu, nella ridenominazione ad opera di Bolo - ovviamente!) alla volta della City!! Obiettivo: vedere il più possibile e massimizzare i giorni di Lisa in terra americana (nove, viaggi compresi). Quanto a me... è pazzesco, ormai sono stata a NYC svariate volte, complice la vicinanza da Philly e Boston, eppure ogni volta è come la prima volta, riesco sempre a restare incantata...
Il primo giorno, lasciati i bagagli nel nostro albergo molto funky e molto cool :-) (ok, non ce ne fregava niente, ma era un posto pulito, a Manhattan e con prezzi quasi ragionevoli, combinazione che non si verifica facilmente!), abbiamo raggiunto Bolo che casualmente si trovava a pochi isolati di distanza, sulla 51a est, per fare poi un lungo giro a Ground Zero e Battery Park (foto a sinistra, ovviamente con l'Empire sullo sfondo!) e finire nientemeno che al Living Theatre (foto a destra)! Ammetto che lo spettacolo ("The Brig") non era per tutti i palati e che francamente l'avrei apprezzato molto di più se fosse durato la metà (soprattutto perchè è basato sull'iterazione della stessa battuta... that's the point, I know, ma penso che l'intero pubblico sia rientrato in casa chiedendo "Sir, Prisoner #2 request permission to cross the white line, sir.")... però è stato veramente emozionante trovarmi catapultata all'improvviso nel bel mezzo di un fenomeno che studiavo dai tempi di Anglo 2, e sedere ad un metro da Judith Malina (che, diciamocelo, non fa una gran figura in sè, ma è pur sempre uno dei geni del teatro americano degli ultimi decenni!). E tutto per 5$!
Giorno successivo: Liberty Island per ammirare "la Signora" (foto a sinistra), anche se non siamo riuscite a salirci (cosa che avevo per altro fatto una decina d'anni fa coi miei!), poi Ellis Island che non avevo mai visto e che mi ha colpito molto, dico sempre che studiare l'immigrazione italiana negli States non è esattamente il mio campo, ma alla fine sento pur sempre una sorta di legame con i miei predecessori... Loro sì che avevano davvero coraggio, partivano con un biglietto di sola andata e si accalcavano nella Registry Room che oggi è il perno del museo dell'immigrazione (foto a destra)...
E tanto per passare da un estremo all'altro, dopo un pranzo nel mio amato Au Bon Pain, puntatina d'obbligo a Wall Street, foto di rito con il celeberrimo Charging Bull e via verso il ponte di Brooklyn... un po' una delusione, decisamente meglio da lontano! Un salto di corsa a vedere il Main Concourse di Grand Central, un'occhiata al Chrysler Building (foto a sinistra) e finalmente... Times Square! Credo che dopo il mio amato Empire sia il posto di New York che amo di più, in barba allo scintillio kitsch e al tripudio pubblicitario. La missione del momento era per altro quella di procurarci i biglietti scontati per un musical... operazione riuscita, dato che siamo riuscite a vedere A Chorus Line in prima fila a 20 dollari! Con noi è venuta anche Maya, che finalmente sono riuscita a rivedere nonostante i suoi mille impegni al Tribeca Film Festival! Una cena un po' deludente all'Hard Rock Café è stata compensata da un esauriente update, con tanto di cinegossip! Dopo un po' ci hanno raggiunte anche Bolo e i suoi amici (foto a sinistra: si prega di notare che sono di nuovo riuscita a bruciarmi... ma almeno NYC non è Galway! :-p).
Terzo giorno: palazzo delle Nazioni Unite (uno dei tanti tasselli che mi mancavano per comporre il quadro infinito e in costante mutazione della City; foto a destra: Security Council), Times Square di giorno (missione cartoline e souvenir, da brave turiste! :-) ), St. Patrick's Cathedral e... MoMA gratis! Ok, non c'era molto tempo ed eravamo comunque stravolte, ma è stato bello rivederlo dopo la chiusura per restauri e con un po' più di competenze artistiche rispetto a dieci anni fa. Su tutti ovviamente trionfano il buon vecchio Andy, per quanto con scarsa presenza (le Campbell soups e una Marilyn) e Magritte, in particolare "Les Amants" e "Le Faux Miroir". Dopo una cena con Vincenzo (finalmente!! Non ci vedevamo da Thanksgiving!)... momento magico. Il MIO Empire State Building! Lo so, il mio attaccamento all'Observatory è quasi cheesy. Ma avere New York ai miei piedi (o meglio, 86 piani più in basso!) è uno spettacolo veramente unico... ogni volta resto senza parole! Inutile dire che è dura selezionare solo tre foto fra tutte quelle che ho scattato (inclusa una panoramica formata da un trentina di scatti da tutti i lati!!)... ecco però a sinistra un assaggio di downtown Manhattan con il Flatiron District e il Financial District (dove una volta c'era il World Trade Center...), a destra Times Square e il Theater District e ancora a sinistra il Chrysler Building.
Quarto giorno: tappa a Madison Square Garden (niente di emozionante, in verità) e poi pranzo a Washington Square (dove Lisa si è ufficialmente innamorata dei diners!) insieme a Max, amico di Philadelphia che non vedevo da secoli! Un giretto nello spazio verde che riempie la piazza... come preparazione per IL parco per antonomasia: non poteva mancare una tappa a Central Park (a destra), con puntata a Strawberry Fields! Il Met però l'abbiamo visto solo da fuori - e meno male, non basterebbe una settimana per visitarlo tutto! Però conto di tornarci in futuro, ricordo che anni fa mi era piaciuto veramente tanto! In compenso però non ci siamo fatte mancare un salutino al Rockefeller Center (a sinistra), anche se senza il corredo natalizio e senza la pista da pattinaggio si perde un po' della sua essenza...
Dulcis in fundo: checkout dall'albergo e spostamento a Brooklyn da Vincenzo (che ringrazio pubblicamente per averci accolte! Foto a destra). Un salto ad una festa organizzata all'interno del Brooklyn Museum (uno spaccato della comunità locale, davvero interessante nonostante la spossatezza!), una cena tardiva e... collasso, eravamo proprio al limite delle forze! Ma per New York questo ed altro! Il giorno dopo è passato in fretta tra relax e rientro a Boston, lasciandoci un po' di respiro per affrontare il sightseeing bostoniano, fra Copley Square, che adoro, il Boston Common e il resto del Freedom Trail, con puntate a Cambridge e sul Long Wharf a salutare l'Atlantico. Un bel fondue party a casa nostra che mi ha permesso di passare un po' di tempo con Lindsay e radunare le amiche prima che partissero (Channtal è tornata in Brasile, Katelyn in Colorado), un po' di shopping, un'altra serata soft... ed ecco che Lisa era di nuovo su un aereo, e io mi sono lanciata nella missione alloggio. Praticamente ho fatto la pendolare fra Boston e Providence, rendendomi conto che farlo in pianta stabile è improponibile (almeno per la sottoscritta!) e associandovi un umore altrettanto altalenante. Il primo giorno ho visto dei postacci orribili e ho scoperto che l'offerta corsi è davvero limitata per il primo anno... mi sono un po' depressa, ma poi pian piano mi sto ricaricando, ho trovato casa per me ed Elena (futura collega e coinquilina!) e nonostante una recente incursione da parte di un serial thief di laptops credo che alla fine ci sistemeremo lì, ricordando però di non togliere le sbarre dalle finestre come avevano fatto gli attuali inquilini. Già, mi toccherà abituarmi a stare al piano terra, per altro in una di quelle case americane che, come dice Elena, sembrano fatte di cartapesta. Però il posto è accogliente, economico, vicino al dipartimento e nel quartiere più sicuro di Providence... insomma, andrà benone per un po' e poi vedremo! Intanto all'università ho conosciuto un po' di gente, l'ambiente è piuttosto ristretto ma sembra anche molto gradevole... e mi hanno persino dato le chiavi del dipartimento! Dovevo aspettarmelo, ma dopo tutto sono appena uscita dal sistema italiano...
I giorni sono veramente volati fra la ricerca della casa e le questioni burocratiche, poi questo weekend è venuto a trovarmi Bolo e fra qualche giro sotto l'acqua (solito tempo del Massachusetts: la settimana scorsa eravamo arrivati a 33 gradi, ieri ce n'erano una decina e diluviava!), qualche sortita nei pub di Allston (con il mio pazzo amico Tony, che Bolo ha cercato di convincere dell'insuperabilità di... Angela Lansbury! :-) ) e i servizi notturni di History Channel siamo già a domenica notte... o meglio lunedì mattina, perchè come al solito ho sforato ogni limite (e il primo trolley della giornata ne sancisce l'innegabile verità!). Chiudo qui, per il momento, mandando un saluto a tutti in attesa di vedervi di persona fra meno di una settimana!

Allie

venerdì, aprile 13, 2007

"...Whirling like a cyclone in my mind"...

Ok, ok, fingerò che i versi della canzone da cui ho tratto il titolo di questo post mi siano entrati in testa grazie a Barry Manilow o al massimo a Donna Summer, ma chi mi conosce sa bene che ho conosciuto "Could it be magic" grazie a qualcun altro, una dozzina d'anni fa (e che sarei stata un'ottima talent scout all'epoca! :-p).
La sostanza comunque non cambia: credo che questo sia uno dei periodi più intensi che io abbia mai vissuto, forse secondo solo al periodo Penn (preparativi inclusi). Pensavo di essere già un bel po' incasinata con le mie scelte... scelte che influenzeranno tutti gli ambiti della mia vita, certo, ma che per il momento governavano soltanto il mio piccolo grande mondo mentale. Decisioni di cui ho sviscerato i pro e i contro per anni, che erano presenti in nuce già dal secondo semestre a Philly, e di cui ho discusso fino alla nausea con chiunque avesse la pazienza di ascoltarmi e consigliarmi (e ringrazio pubblicamente chi l'ha fatto). Questioni che mi alienavano (e ancora mi alienano) un po' dal mondo circostante, in cui per altro cercavo di rituffarmi per reazione, rimandando all'inverosimile il momento della decisione... Insomma, era già uno strano periodo di per sè, non so che impressione posso aver dato, ma credo di essere parsa a tratti spensierata e in pieno kazzeggio post-consegna-tesi e a tratti (o forse sempre, agli occhi di chi mi conosce meglio) in totale crisi esistenziale a proposito del Futuro. Ovviamente all'atto pratico ero davvero libera di uscire quando mi pareva e dedicare più tempo a tutti, e in effetti dal 9 febbraio (data del parto della mia seconda creatura accademica, per chi non si fosse accorto del mio improvviso ritorno alla vita) fino a qualche giorno fa credo di essere stata in casa tre o quattro sere al massimo. Un po' è perchè io sono fatta così, è nella mia indole alternare periodi di workaholicism (o meglio, studyaholicism) ininterrotto a pause di nullafacenza (per la serie "ho 25 anni e ho imparato a darmi una regolata..." tsk!), un po' è perchè francamente dopo quattro mesi lontana dagli amici e due di reclusione applications/tesi avevo solo bisogno di svago e di vita sociale non-stop... Ma in parte, e in buona parte, dietro tutti i miei tentativi di passare più tempo possibile con le persone che popolano il mondo bolognese a cui sono indissolubilmente legata c'era e c'è l'angoscia per il grande interrogativo che mi ritrovo davanti. Un interrogativo che domani avrà una risposta formale, ma che a livello concreto si risolverà solo nei prossimi anni, e in tutta franchezza non so proprio come. Credo che alla fine il fax che dovrò inviare fra poche ore conterrà una risposta positiva, i pro di questa decisione sono innegabili e infiniti e sono determinata a vivere la nuova avventura con il miglior stato d'animo possibile.
Ma devo ammettere che, oltre alle incertezze che già mi assillavano (provate a conciliare l'indecisione cronica con la necessità di ipotecare cinque anni di vita!), le ultime settimane hanno portato un bel po' di scompiglio nel mio microcosmo, sommando alle solite, irrinunciabili pare mentali una buona dose di avvenimenti concreti e quanto mai palpabili.
Prima la laurea, che pensavo di prendere con più filosofia dell'altra, ma che alla fine ho vissuto con la solita agitazione e con le solite corse all'ultimo minuto, anche perchè venerdì 23 la mia relatrice mi ha chiesto di preparare una specie di presentazione da spedire alla commissione prima della discussione di lunedì 26... Inutile dire che ho spedito il malloppo la domenica sera, ma ancora ignoravo che serviva per quell'inattesa dignità di stampa che mi ha lasciata di stucco quando "el Emperador" (così lo chiamano!) me l'ha comunicata (dopo avermi per errore proclamata Dottoressa in Lingua e Letteratura Spagnola, ma questa è un'altra storia!). Insomma, una grande emozione e la gioia di avere intorno gli amici e la famiglia (persino il nonno, che si era sempre rifiutato di andare alle lauree). Ovviamente non avevo chiuso occhio ed ero completamente nel pallone, non ricordo molto del post-discussione, ma non importa... Un bel giretto sotto una pioggerellina molto British (anche se devo ammettere che la mia fase rain-loving è un po' calata!), alla faccia della permanente che tanto non ha retto ugualmente, una cioccolata calda con i superstiti e la sera, ça va sans dire, un cinemino - era lunedì! Sorvoliamo sul fatto che non sono riuscita a vedere Saw 3 e che poi l'hanno tolto dalle sale (ma io, Frens e Charro abbiamo fatto comunque la maratona Saw 1 & 2 la domenica dopo!), 300 (o "Zoo", come dice Riqui) era la mia seconda scelta in fondo... Ok, è stato piuttosto deludente, principalmente per il pessimo doppiaggio (ma come?!? è il vanto del cinema italiano!) e per il Serse drag queen (altro che dio-re!), ma spezzerò una lancia in favore della cura a livello visivo, con la solita desaturazione dei colori ormai associata alle trasposizioni milleriane (ma sia chiaro, Sin City è tutta un'altra cosa!!). Del resto ero troppo esausta per godermi qualcosa di più impegnativo, e nonostante abbia deciso di partecipare al Bang! post-cinema a casa di Michele, il povero Pixie Pete ha avuto una vita davvero breve...
Dopo la laurea sono iniziati i mille preparativi per i due grandi eventi successivi, la festa e la partenza... Nel frattempo si è aperta l'opzione BU College of Communication, che si è fatta meno remota quando si è profilata l'opportunità una mezza borsa di studio... insomma, pensieri, pensieri e pensieri, ma anche un sacco di cose da sbrigare a livello pratico. La festa comunque è riuscita piuttosto bene (almeno per quanto mi riguarda, spero che lo pensino anche i presenti!), avevo stabilito un fil rouge cinematografico che ha raccolto adesioni a metà (qualche costume integrale, come l'Annegret in versione Iene, svariati particolari ispirati a film, fra cui i miei stessi dettagli arweniani: acconciatura e ciondolo originale! Mi piaceva troppo, finalmente un'occasione per farmelo regalare!) ma che comunque mi ha tenuta impegnatissima per vari giorni fra le locandine e le decorazioni delle torte! Mannaggia a me quando dicevo "non ho tempo nè energie da investirci"! La serata comunque mi è volata, ho parlato 5 minuti con ciascuno e in men che non si dica eravamo già lì a sistemare tutto (rinnovo pubblicamente i miei ringraziamenti agli stoici supporters che hanno resistito fino all'ultimo, nonchè a chi ha raccolto la mia proposta film all'alba delle 4 di mattina: a Micky e Boss che hanno tentato di non addormentarsi davanti a Shutter - con più o meno successo! - e all'Eleonora che è rimasta con me per un revival televisivo che lasceremo nell'oscurità perchè... una parola è troppa e due sono poche!).
Sempre all'Ely devo la mia quindicesima serata cinematografica dell'anno... ebbene sì, ho calcolato che da quando ho consegnato la tesi sono stata al cinema 15 volte, per altro pagando la tariffa intera solo in un'occasione (per l'Arte del sogno, che almeno la valeva!). Per il resto lunedìtifosi, ferialistudenti o biglietti omaggio... e poi mi si chiede perchè non voglio andar via da Bologna!! :-p
Il weekend è proseguito al Cade e con una bella ma letale cena in una bruschetteria a Dozza... ne siamo usciti distrutti! Poi domenica a Marostica per il pranzo pasquale... e con l'arrivo del lunedì la partenza imminente si è fatta improvvisamente reale. Quattro ore di discussione concreta sul futuro, poi corse qua e là, ultimi acquisti, valigie, saluti... e mercoledì sera il "solito" imprevisto pre-partenza. Ora, non è che io sia particolarmente propensa a credere ai segni del destino e ho archiviato l'epoca delle "previsioni" (Lauretta, non avertene a male, incredibilmente perfino noi possiamo crescere! Comunque... i luccichini porteranno sempre cambiamenti! :-p), però giuro che il giorno prima del prossimo volo per Boston mi barricherò in casa!!! Nove anni che guido il mio fido F10, a parte la prima caduta mai un problema... e proprio martedì sera una ragazza mi taglia la strada di netto. Ho frenato e piegato a sinistra, ma non c'era proprio spazio d'azione. E' stato tutto surreale e "normale" al tempo stesso, nel senso che da un lato non mi sono vista passare la vita davanti e dall'altro sono rimasta molto più calma del mio solito, principalmente perchè l'altra ragazza era così agitata che per reazione ho cercato di controllarmi. Ovviamente ho retto finchè non mi sono sentita una gamba bagnata, ho toccato i pantaloni credendo che il ghiaccio dei paramedici avesse perso acqua e mi son ritrovata la mano insanguinata... la mia emofobia ha effetto istantaneo! Comunque quei pochi che non hanno ancora sentito il racconto del fattaccio non si spaventino: nonostante le varie ore al Rizzoli alla fine posso baciarmi i gomiti (che pure non sono al loro top! :-p). Non era un incidente particolarmente grave e sapevo di non aver rischiato la vita, anche perchè andavamo a velocità normale, però poteva andar molto peggio perchè abbiamo evitato di poco una colonna e in ogni caso un motorino non ha la stabilità di una macchina. Alla fine me la sono cavata con una gamba malandata (contusione al polpaccio già in miglioramento, 5-6 punti per un taglio sulla coscia), mille lividi (che si intoneranno perfettamente col mio colorito eburneo :-p) e un male al collo post-traumatico che spero si risolva presto. Naturalmente quando ho visto la ferita (con mia mamma che diceva "beh, dai, è come un fiore"... ma a me pareva di vedere una sezione di me stessa!!) e quando me l'hanno ricucita ho un po' strippato, ma per il resto sono stata più tranquilla di quanto non mi aspettassi io stessa!! Ringrazio però tutti i miei angioletti custodi: lo staff del Rizzoli (mai trovato personale così gentile!), la mamma (che si sta guadagnando la santità con tutto quello che sta facendo per questa storia!), Thomas che mi ha accompagnata al pronto soccorso, Michele, Boss e l'Elena che mi sono venuti a riprendere e mi hanno aiutata ad arrampicarmi per le scale di casa mia, nonchè tutti gli altri che sono stati presenti con visite, telefonate, sms, facebook posts... grazie, davvero grazie, non avete idea di quanto abbia significato per me avervi tutti intorno!
Ovviamente questo ha influito notevolmente sul mio umore... in questi momenti è così rassicurante essere a casa propria, circondati da persone care e in grado di prendersi cura di noi... insomma, anche se nella disgrazia è andato tutto bene, resta il fatto che mi sono sentita ancora più destabilizzata all'idea di andarmene dall'altra parte della luna per cinque anni.
Però è pur sempre l'occasione della vita... insomma, già sono le sei di mattina, prevedo una lunga nottata di riflessioni! E poi... beh, farò appello a tutto il mio coraggio... E intanto mi "godrò" questi altri giorni bolognesi, non sono le circostanze migliori ma ne approfitterò per farmi coccolare!!
Grazie a tutti, per tutti i motivi che già sapete...

"...Oh, could this be the magic at last?
Could it be magic?"

Allie

giovedì, marzo 01, 2007

"... I Said Hey, What's Going On?"

"Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope
For a destination
And I realized quickly when I knew I should
That the world was made up of this brotherhood of man
For whatever that means
And so I cry sometimes
When I'm lying in bed
Just to get it all out
What's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning
And I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs
What's going on?
And I say, hey hey hey hey
I said hey, what's going on?"

4 Non Blondes, "What's Up?"


In questo lungo periodo di assenza virtuale mi sono riproposta mille volte di aggiornare il blog, ma un po' per gli impegni e un po' per la solita confusione che dimora ormai in pianta stabile nella mia mente, l'occasione è sempre mancata. Lo faccio ora, come al solito nel cuore della notte - un momento in cui i pensieri si affollano e il silenzio profondo funge da cassa di risonanza per la canzone di cui sopra, che di nuovo torna a ronzarmi in testa. Appropriata, direi. 25 anni, il famoso quarto di secolo, un traguardo (ma sarà vero?) raggiunto formalmente lo scorso agosto, ma che credo si stia concretizzando in questo periodo... e, come s'intuirà, "my life is still trying to get up that great big hill of hope for a destination...". Certo, ci sarà chi ci vorrà vedere un certo gusto autocompiaciuto nel sentirmi in balia della corrente come un bateau ivre, e non discuto che la mia propensione al vivere al massimo ogni minimo dettaglio possa sconfinare nell'iperrealismo, o che la mia vena fitzgeraldiana sia inesauribile. D'altronde, alla fine della fiera, c'è molto di Jay Gatsby in me - sempre là, persa in mille pensieri ma con l'obiettivo della green light at the end of the dock, senza essere in grado di capire cos'è veramente per me questa luce all'atto pratico. O forse riuscendo a capirlo soltanto negandone il contrario, una percezione in absentia. Il mio mondo, le mie radici, ciò che mi manca da morire quando sono lontana. Ma dove collocare allora i sogni, le ambizioni, l'universo letterario-cinematografico nordamericano al confine tra l'accademico, il reale e l'ideale? E il passato - il mio passato, o forse quello che mi sono ricreata e che comunque non esiste più? Io sono così, inguaribile ottimista, piena di interessi, sogni e speranze - ma anche "boat against the current, borne back ceaselessly into the past".
Da molto tempo sento che si avvicina il momento della resa dei conti... ora ci siamo, e so che ancora una volta farò di tutto per evitare scelte radicali. Come poi si riesca a non scegliere quando la propria vita è spalmata su due continenti, devo ancora scoprirlo.
Nel frattempo "I beat on", cercando di tenere insieme tutti i pezzi di quello strano puzzle che è la mia esistenza. Il che, in questo periodo, ha implicato una lunga quasi-reclusione per completare applications e tesi, nell'ordine e con un'immancabile maratona finale (tesi praticamente scritta in un mese). Le ore d'aria sono state scarse, se si escludono le mille peregrinazioni per raggiungere relatrice e correlatrice, ma qualche provvidenziale venerdì o sabato Boys mi ha aiutata ad arrivare in fondo. Così il 9 febbraio, dopo l'ultimo all-nighter per correggere, sistemare e stampare, ecco finalmente consegnata la creaturina: due chiacchiere in copisteria con Daniela A. e Elena C., ritrovate dopo secoli, un caffé (vabbè, nel mio caso una piadina!) con Mauri (anche lui reduce dalla consegna) e finalmente qualche ora di riposo - un miraggio! Vabbè che il mio ritmo sonno/veglia è ancora più fucked up del solito e devo ancora recuperare... Comunque se non altro poter tirare il fiato è stata una discreta soddisfazione. La sera uscita d'obbligo, ma la Capannina andava oltre le mie possibilità fisiche, quindi ho optato per la fronda Giostrà; a parte il fitto incredibile (mi è toccato uscire a prender aria, non stavo più in piedi!) devo ammettere che il posto mi è piaciuto un sacco, poi sono stata troppo contenta di incontrare la Chiara, sia perchè non la vedevo da un bel po', sia perchè era una vita che non uscivamo assieme di sera. Una tappa da Pollacci poi era doverosa! I ricordi del resto delle serate sono piuttosto confusi e la mia fedele Smemo stavolta non è d'aiuto causa indolenza nell'aggiornarla, quindi ne citerò alcune alla rinfusa: una serata-Risiko a casa del Cobra (penso fosse proprio quel sabato, visto che stavo collassando per il sonno!), una serata bowling + Estragon, qualche post-calcetto all'Old Bridge, una serata improvvisata al Kinki e, finalmente, varie serate cinematografiche! Hannibal Lecter - Le Origini del Male, Manuale d'Amore 2: Capitoli Successivi, Notte Prima degli Esami Oggi e un pregevolissimo L'Arte del Sonno, che mi ero persa a Boston ma che valeva davvero la pena di recuperare. Il bioritmo sfasato, poi, ha paradossalmente sortito l'effetto di farmi vivere anche le giornate :-) , cosa insolita per me (e che comunque non è durata). Complici i miei appuntamenti fissi in via Zamboni con Stendhal, Balzac e Flaubert (ah, l'amour :-p), mi sono sforzata di non stare sempre a poltrire in casa e ne ho approfittato per fare un sacco di giretti, shopping, pranzi e quant'altro e recuperare i rapporti umani! Palma d'oro, ovviamente, alla Silvia S. (a sinistra sotto la Torre Prendiparte), che mi coinvolge e si lascia coinvolgere in mille attività; poi un pranzo con Andrea C., e un much needed update generale (anche se sarebbero serviti giorni interi per aggiornarsi su tutto!); un altro pranzo con Elena P., un tè con Piccia (se la montagna non va a Maometto, Maometto andrà alla montagna: non essendo facile alzare il mio tasso etilico, tento di abbassare quello altrui! :-p), un altro tè ieri pomeriggio con Francesca P., nonchè uno che merita una menzione speciale: finalmente sono riuscita a vedere Daiana dopo 7 anni!!! La foto per commemorare l'evento era assolutamente d'obbligo!
Altro appuntamento degno di nota: la laurea dell'Alessia, con discussione tostissima (io sarei crollata subito se qualcuno avesse tentato di mettermi i bastoni fra le ruote come quel simpatico personaggio!) e un bel post al Bounty, un locale molto carino di cui, chissà perchè, non mi ero mai accorta! A sinistra foto con la Dottoressa ed Elena P., a destra Max con una cartolina-3D dei Pan di Stelle... devo ammettere che tornare che cookies, Oreos e quant'altro fanno un baffo al Mulino Bianco!
Delle serate più recenti cito ovviamente le due in cui la mia inseparabile Canon è stata più attiva. La prima è una gran bella festa di carnevale al Kasamatta, martedì grasso, quando ho potuto sfoggiare nuovamente il costume da dark fairy proveniente dal Garment District. La macchina fotografica fra l'altro è servita più che altro alla Silvia che continuava a riconoscere vip e pseudovip. Eccoci a destra con Federico Poggipollini! L'altra serata degna di nota è stata quella dello scorso sabato, in onore del fugace ritorno del Vet; comparsata rapidissima, ma sempre gradita - e la cosa più bella è vedere come il legame sia rimasto immutato. Vabbè che grazie a Skype siamo riusciti a sentirci abbastanza, ma sin dal primo mini-aggiornamento giovedì sera quando sono andata a prenderlo in aeroporto tutto è stato come se nessuno dei due non fosse mai partito - il che naturalmente ora rende più difficile riabituarsi alla mancanza del mio storico punto di riferimento! Mannaggia, Vet, dovevi proprio restare solo una sera?? Comunque sono stata contenta di essere riuscita a radunare un discreto numero di persone al Cade, sia perchè il posto continua ad essere uno dei miei preferiti, sia, e soprattutto, perchè, come ho già espresso più volte a più persone, risento molto dello strano assetto del gruppo degli ultimi tempi e riuscire a radunare tutti (o almeno una rappresentanza bilanciata!) nello stesso posto per me è sempre una gioia.
La nuova settimana poi è cominciata bene con una domenica notte a casa di Riqui fra Uno-Dernier e Assassino, per proseguire poi con un cinelunedì, seppur deludente (Una Notte al Museo... lo sconsiglio caldamente!), seguito da un super Bang da Michele (Frens si era procurato l'espansione... ammetto che fosse intrigante, anche se io sono ancora lungi dall'aver assimilato le regole base!), un martedì al Transylvania (altro posto dove torno sempre volentieri) e oggi finalmente una serata con la Chiara, pianificata durante il nostro shopping di sabato pomeriggio, agenda alla mano! Il film che avevamo scelto ("Il Senso dell'Amore") era veramente pessimo, bisogna ammetterlo (delusione Edward Burns!), però una serata col mio tesorino, un tè caldo e l'immancabile "panarino" è sempre una bella serata! E poi non sarei stata in grado di far molto di più, oggi ero andata in palestra per iscrivermi e far qualcosa di soft ma son stata trascinata a tradimento a fare un corso di cardiofitness... aiuto!! Gliel'avevo detto che ero fuori allenamento! Ma ne è valsa la pena... o almeno credo!
Insomma, alla fine come mio solito sto riuscendo a riempire le giornate di pseudorelax con mille cose... ma è giusto così, da un lato, voglio godermi al massimo il tempo che posso trascorrere qui prima di ripartire. Già, perchè in realtà spostamenti e scelte incombono sempre... e forse il mio tenermi sempre occupata ha anche un po' il fine di impedirmi di pensare. Ma presto dovrò farlo, perchè a inizio aprile si torna oltre l'Atlantico, e soprattutto perchè il lungo lavoro per le applications ha cominciato a dare i suoi frutti... prima risposta: Northeastern, che mi ha ammessa ufficiosamente dopo una sola settimana dall'invio dell'application! Non era la mia prima scelta, ma è un ottimo backup, l'ambiente mi piace ed è davvero lusinghiero che un professore ti telefoni da Boston per cercare di convincerti ad accettare! Però... però... beh, Brown. Period. Ammissione ufficiale a Italian Studies... ora, il problema si porrà quando arriveranno le altre risposte, e soprattutto se e quando ce ne saranno di altrettanto promettenti. Per ora fra queste due vince ovviamente la seconda... ma se credete che io possa esserne semplicemente felice, sbagliate di grosso... ovviamente sono già subentrati mille dubbi: voglio davvero fare Italian Studies? E vivere nel Rhode Island per quattro anni almeno? E poi che ci faccio con un PhD del genere se torno in Italia? Insomma, come al solito il mio cervello lavora giorno e notte... i pensieri si intrecciano, l'amore per il mio piccolo grande mondo bolognese si fonde con il disagio del presente, i dubbi e i sogni per il futuro si mescolano in un patchwork curioso e surreale, insieme inquietante e affascinante come quello dipinto da Michel Gondry. E, come dicevo, "I scream at the top of my lungs: WHAT'S GOING ON?".